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DossierPubblicato il 24 marzo 2025

Debito della Confederazione

Il debito della Svizzera si attesta a un livello relativamente basso nel confronto internazionale. Ma a quanto ammonta e come è composto?

L’essenziale in breve

A fine 2025 la Confederazione aveva un debito netto di 140 miliardi di franchi. Ciò corrisponde a un tasso d’indebitamento pari al 16,1 per cento del PIL.

Il debito della Svizzera si attesta a un livello relativamente basso nel confronto internazionale, non da ultimo grazie al freno all’indebitamento. Dalla sua introduzione nel 2003 ha permesso di ridurre sensibilmente il debito della Confederazione. Tuttavia, a causa della pandemia da coronavirus, tra il 2020 e il 2022 si è verificato di nuovo un aumento significativo. Per arginare le conseguenze economiche e sanitarie, la Confederazione ha erogato circa 35 miliardi di franchi.

Il debito legato alla pandemia si riflette nel disavanzo del conto di ammortamento. Questo disavanzo, che è il risultato delle uscite straordinarie al netto delle entrate straordinarie, ammontava a 26,3 miliardi di franchi a fine 2025 e deve essere ridotto secondo la legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC). Il Parlamento ha deciso di continuare a perseguire la riduzione completa del disavanzo estendendo però il termine fino al 2035 (con possibilità di proroga fino al 2039). Per ridurre il debito verranno impiegate le future eccedenze di finanziamento strutturali registrate nel bilancio ordinario e le entrate straordinarie derivanti dalla distribuzione dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS).

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Come è costituito il debito della Confederazione?

Il debito è costituito per circa 87 miliardi di franchi da titoli di debito sul mercato monetario e dei capitali. Il debito netto comprende anche altri impegni, ad esempio pagamenti non ancora effettuati nei confronti di contribuenti, Cantoni e imprese della Confederazione. Il debito netto comprende l’intero capitale di terzi al netto dei beni patrimoniali.

In che modo la Confederazione contrae debiti?

Per ottenere capitali di terzi la Confederazione emette titoli di debito, i cosiddetti prestiti federali, e crediti contabili a breve termine. Questi titoli di debito sono cartevalori e, come le altre cartevalori, possono essere negoziate liberamente dai creditori per tutta la durata del prestito.

  • Per la raccolta di fondi a breve termine si ricorre a crediti contabili a breve termine, ossia a crediti che hanno generalmente una durata da 3 a 12 mesi al massimo.

  • I prestiti federali garantiscono un finanziamento a lungo termine e hanno una durata massima di 50 anni.

La Confederazione paga un prezzo per i suoi debiti, gli interessi. Nel 2025 questi oneri ammontavano complessivamente a 1,02 miliardi di franchi.

Chi sono i creditori della Confederazione?

Poiché i titoli emessi sul mercato monetario e dei capitali non sono nominativi e vengono negoziati, nemmeno la Confederazione sa con certezza chi li detiene. Tuttavia, la statistica della BNS fornisce indizi in merito alla composizione della categoria degli investitori dei prestiti federali: una buona parte è costituita da fondi di investimento e assicurazioni svizzere, il 12 per cento circa è costituito da investitori esteri e la parte restante si divide tra casse pensioni, banche e altri investitori svizzeri. La Confederazione ha quindi perlopiù debiti nei confronti di investitori istituzionali in Svizzera.

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Comunicati stampa sul tema

  • 18 febbraio 2026

    La Confederazione chiude il 2025 in pareggio, ma il pacchetto di sgravio 27 è comunque necessario

    La Confederazione ha chiuso il 2025 con un’eccedenza di finanziamento di 0,3 miliardi di franchi. Il miglioramento rispetto al valore a preventivo è ascrivibile principalmente all’aumento temporaneo delle entrate provenienti dal Cantone di Ginevra. Il Consiglio federale è stato informato di questo risultato provvisorio in occasione della seduta del 18 febbraio 2026 e al contempo ha avviato i lavori per il prossimo preventivo. Malgrado il risultato di bilancio in pareggio, la situazione in cui versano le finanze federali è tuttora critica. Nonostante il pacchetto di sgravio 27 e il previsto aumento dell’imposta sul valore aggiunto per finanziare l’esercito e il settore della sicurezza, si profilano comunque deficit strutturali per gli anni 2027–2029. Senza tali misure, i deficit a partire dal 2027 raggiungerebbero un importo compreso tra 2 e 4 miliardi di franchi.

  • 19 dicembre 2025

    Riduzioni nel settore delle attività di pubbliche relazioni: il Consiglio federale definisce le prossime tappe

    Nel dicembre 2025 il Parlamento ha deciso di ridurre di 6,25 milioni di franchi all’anno, per il periodo 2026–2029, le uscite per le attività di pubbliche relazioni. Nella seduta del 19 dicembre 2025 il Consiglio federale ha definito le prossime tappe per attuare la decisione del Parlamento. Nel 2026 le riduzioni saranno ripartite in modo proporzionale tra i diversi dipartimenti, la Cancelleria federale (CaF), le autorità e i tribunali. Per il periodo 2027–2029, il Consiglio federale ha incaricato la CaF di elaborare, entro fine maggio 2026, un piano di attuazione in collaborazione con il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e con il coinvolgimento degli altri dipartimenti.

  • 26 novembre 2025

    Perequazione finanziaria: versamenti di compensazione per il 2026

    Rispetto all’anno precedente, i versamenti di compensazione per il 2026 registrano un aumento di 227 milioni, raggiungendo i 6,4 miliardi di franchi. Nella sua seduta del 26 novembre 2025 il Consiglio federale ha approvato questi versamenti nel quadro di una revisione parziale dell’ordinanza concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri (OPFC).

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