Iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà» e controprogetto diretto
Votazione popolare dell’8 marzo 2026 – L’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà» intende sancire nella Costituzione federale la disponibilità di denaro contante e il franco come valuta svizzera. Il Consiglio federale e il Parlamento sostengono in linea di principio questo obiettivo, ma non concordano con la formulazione dell’iniziativa. Propongono pertanto un controprogetto diretto che si basa sulle disposizioni legali vigenti.
L’iniziativa «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)» intende sancire nella Costituzione la disponibilità di denaro contante e il franco come valuta svizzera. A tal fine, intende obbligare la Confederazione ad assicurare che siano disponibili in ogni tempo monete o banconote in quantità sufficiente. Inoltre, chiede che la sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta sia possibile solo con l’approvazione del Popolo e dei Cantoni.
Anche il Consiglio federale e il Parlamento intendono inserire nella Costituzione le disposizioni concernenti l’approvvigionamento in numerario e il franco come unità monetaria svizzera. Tuttavia, non considerano adeguato il testo dell’iniziativa e presentano pertanto un controprogetto basato sulle formulazioni contenute nelle leggi vigenti.
L’iniziativa popolare e il controprogetto non introducono alcun cambiamento pratico e non comportano nuovi compiti né costi aggiuntivi. Con l’inserimento nella Costituzione delle disposizioni concernenti l’approvvigionamento in numerario e il franco come valuta svizzera, i due progetti garantiscono che eventuali modifiche possano avvenire solo attraverso una votazione popolare che richiede la maggioranza del Popolo e dei Cantoni.
Conferenza stampa 13.01.2026
Situazione iniziale
In Svizzera le persone pagano sempre meno in contanti, ovvero con monete e banconote. Lo dimostrano, ad esempio, i sondaggi condotti regolarmente dalla BNS sulle abitudini di pagamento della popolazione. Fino a dieci anni fa il contante era lo strumento di pagamento principale per le transazioni quotidiane, oggi invece lo sono le carte di credito e di debito così come le app di pagamento.
Iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà»
L’obiettivo dei promotori dell’iniziativa popolare è impedire che le monete e le banconote vengano abolite o progressivamente sostituite. Inoltre, intendono garantire che il franco rimanga la valuta svizzera e che non possa essere sostituito semplicemente attraverso una modifica di legge. I promotori chiedono dunque che questo principio sia sancito nella Costituzione federale.
L’iniziativa chiede concretamente l’introduzione di due nuove disposizioni costituzionali:
la Confederazione deve assicurare che siano disponibili in ogni tempo monete o banconote in quantità sufficiente. L’iniziativa non precisa tuttavia quale sia la quantità di denaro contante considerata sufficiente;
la sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta deve sottostare al voto del Popolo e dei Cantoni.
Art. 99 cpv. 1bis e 5
1bis La Confederazione assicura che siano disponibili in ogni tempo monete o banconote in quantità sufficiente.
5 La sostituzione del franco svizzero con un'altra valuta sottostà al voto del Popolo e dei Cantoni.
Controprogetto diretto
Anche il controprogetto intende sancire nella Costituzione che…
…la disponibilità di denaro contante deve essere garantita.
…il franco è la valuta svizzera.
A tal fine, prevede di inserire nella Costituzione due disposizioni legali vigenti senza modificarle in misura sostanziale. Queste stabiliscono che la BNS garantisce l’approvvigionamento in numerario e che l’unità monetaria svizzera è il franco.
Art. 99 cpv. 1bis e 2bis
1bis L'unità monetaria svizzera è il franco.
2bis La Banca nazionale garantisce l'approvvigionamento in numerario.
Confronto tra iniziativa popolare e controprogetto diretto
Mentre l’iniziativa prevede di introdurre nuove formulazioni, il controprogetto riprende il tenore delle disposizioni legali vigenti senza modifiche sostanziali. Il controprogetto stabilisce che, come finora, la BNS garantisce l’approvvigionamento in numerario. L’iniziativa menziona invece la Confederazione.
Attualmente la legge sancisce che l’approvvigionamento in numerario deve essere garantito e che il franco è l’unità monetaria svizzera. Con l’iniziativa e il controprogetto, questi due principi verrebbero inseriti nella Costituzione. Ciò avrebbe innanzitutto un valore simbolico: sottolineare l’importanza del denaro contante e del franco come valuta svizzera. Inoltre, tali disposizioni potrebbero essere modificate solo con l’approvazione della maggioranza degli aventi diritto di voto e dei Cantoni in occasione di una votazione popolare (maggioranza del Popolo e dei Cantoni).
L’iniziativa e il controprogetto non comporterebbero cambiamenti nella vita di tutti i giorni. Non ne deriverebbero nuovi compiti né costi aggiuntivi. La BNS adempie già oggi il compito di garantire l’approvvigionamento in numerario in Svizzera. Inoltre la legge sancisce già che il franco sia l’unità monetaria svizzera. Né l’iniziativa né il controprogetto istituiscono il diritto di pagare in contanti o l’obbligo assoluto di accettare contanti.
Gli argomenti del Consiglio federale e del Parlamento
Sia l’iniziativa popolare che il controprogetto propongono di sancire nella Costituzione l’approvvigionamento in numerario e il franco come valuta svizzera. Mentre il controprogetto riprende disposizioni legali che hanno dato prova di efficacia, l’iniziativa utilizza nuove formulazioni inadeguate. Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa popolare e sostengono il controprogetto, in particolare per i motivi elencati di seguito.
Il controprogetto rafforza lo statuto giuridico del denaro contante e del franco come valuta della Svizzera, accogliendo le legittime richieste dell’iniziativa. Intende infatti sancire nella Costituzione due principi importanti:
la BNS continua a garantire l’approvvigionamento in numerario;
il franco è e rimane l’unità monetaria svizzera.
L’inserimento di questi principi nella Costituzione rappresenta un segnale forte.
Il controprogetto riprende le formulazioni già contenute nelle leggi vigenti e considerate efficaci, giuridicamente chiare e sperimentate nella prassi.
L’iniziativa ricorre invece a nuove formulazioni, sollevando inutili dubbi interpretativi.
L’iniziativa chiede inoltre espressamente che la sostituzione del franco con un’altra valuta sia possibile solo in caso di votazione popolare con maggioranza del Popolo e dei Cantoni. Si tratta di un’integrazione superflua: già oggi, qualsiasi modifica della Costituzione richiede la maggioranza del Popolo e dei Cantoni nell’ambito di una votazione popolare.
Il controprogetto rinuncia intenzionalmente a introdurre disposizioni non necessarie, mantenendo così la Costituzione snella e comprensibile.
Nell’ambito della procedura di consultazione, il controprogetto ha riscosso un ampio consenso.
Una grande maggioranza dei partecipanti ha accolto con favore il fatto che il controprogetto integri nella Costituzione le richieste dell’iniziativa in forma adeguata.
Domande e risposte
Situazione iniziale
Il denaro contante continua a essere molto importante in Svizzera, nonostante sia utilizzato sempre meno come mezzo di pagamento. Questa tendenza è stata dimostrata, ad esempio, dai sondaggi che la Banca nazionale svizzera (BNS) conduce a cadenza regolare sulle abitudini di pagamento della popolazione. Fino a dieci anni fa il contante era lo strumento di pagamento principale per le transazioni quotidiane, oggi invece lo sono le carte di credito e di debito così come le app di pagamento. Secondo i sondaggi della BNS, nel 2017 oltre il 70 per cento dei pagamenti avveniva in contante, mentre nel 2024 la quota si è ridotta a circa il 30 per cento. Malgrado ciò, il 95 per cento degli intervistati desidera che sia mantenuta la possibilità di adoperare il contante come mezzo di pagamento.
Anche per le imprese il denaro contante riveste un ruolo fondamentale, come emerge dal sondaggio della BNS sui mezzi di pagamento presso le imprese. Gran parte delle imprese attive nel commercio al dettaglio, in particolare tutti i principali dettaglianti, così come la maggioranza delle imprese attive nel settore alberghiero e della ristorazione, accettano il denaro contante. I motivi principali sono due: il primo è che si tratta di un’esigenza della clientela, il secondo è che le imprese percepiscono come inferiori i costi legati al contante rispetto a quelli dei mezzi di pagamento alternativi. Secondo l’ultimo sondaggio della BNS del 2025, tre imprese su quattro considerano il numerario più conveniente rispetto agli altri mezzi di pagamento utilizzabili in loco.
L’obiettivo dei promotori dell’iniziativa popolare è impedire che le monete e le banconote vengano abolite o progressivamente sostituite. Inoltre, intendono garantire che il franco rimanga la valuta svizzera e che non possa essere sostituito semplicemente attraverso una modifica di legge. I promotori chiedono dunque che questo principio sia sancito nella Costituzione federale.
Nel concreto, l’iniziativa propone l’introduzione di due nuove disposizioni costituzionali. La prima sancisce che la Confederazione deve assicurare che siano disponibili in ogni tempo monete o banconote in quantità sufficiente. L’iniziativa non precisa tuttavia quale sia la quantità di denaro contante considerata sufficiente. La seconda disposizione stabilisce invece che la sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta deve sottostare al voto del Popolo e dei Cantoni.
Il Consiglio federale e il Parlamento condividono le richieste avanzate nell’iniziativa, ossia di sancire nella Costituzione federale la garanzia dell’approvvigionamento in denaro contante e il franco come unità monetaria svizzera. Tuttavia, ritengono che le formulazioni scelte siano inadeguate. Questo problema verrebbe risolto grazie al controprogetto in quanto si basa su testi di legge esistenti, le cui formulazioni hanno ormai da tempo dato prova di efficacia nella prassi. Essendo nuove, quelle contenute nell’iniziativa potrebbero sollevare dubbi interpretativi.
Il controprogetto prevede, come l’iniziativa, di inserire nella Costituzione federale l’obbligo di garantire l’approvvigionamento in numerario e il franco come unità monetaria svizzera. A tal fine, due disposizioni legali vigenti si eleverebbero al livello costituzionale senza modificarle in misura sostanziale. Esse stabiliscono che la BNS assicura l’approvvigionamento in numerario e che il franco è l’unità monetaria svizzera.
Attualmente la legge stabilisce che l’approvvigionamento in numerario deve essere garantito e che il franco è l’unità monetaria svizzera. Con l’iniziativa e il controprogetto, questi due principi verrebbero inseriti nella Costituzione federale. Ciò avrebbe prima di tutto un valore simbolico: si evidenzierebbe l’importanza del contante e del franco come valuta svizzera. Inoltre, sarebbe possibile modificare queste disposizioni solo con l’approvazione della maggioranza del Popolo e dei Cantoni in una votazione popolare.
L’iniziativa e il controprogetto non comporterebbero cambiamenti nella vita di tutti i giorni. Non ne deriverebbero nuovi compiti né costi aggiuntivi. La BNS adempie già oggi il compito di assicurare l’approvvigionamento in numerario in Svizzera. Inoltre la legge sancisce già che il franco sia l’unità monetaria svizzera. Né l’iniziativa né il controprogetto istituiscono il diritto di pagare in contanti o l’obbligo assoluto di accettare contanti.
Il denaro contante, essendo un mezzo di pagamento non elettronico, garantisce maggiore resilienza in caso di guasti dei sistemi di pagamento elettronici. Non offre tuttavia una protezione completa. Infatti, se si verificasse un’interruzione generale delle infrastrutture elettriche o di telecomunicazione sarebbe impossibile prelevare ai distributori automatici di banconote. Il contante è però utile a superare guasti temporanei dei sistemi e, in questo senso, concorre a rafforzare la resilienza della società nelle situazioni di crisi. Il Consiglio federale ritiene che la resilienza alle crisi sia un’argomentazione importante a favore del mantenimento del contante.
Né l’iniziativa né il controprogetto contribuiscono in modo diretto e concreto a rafforzare la sicurezza in situazioni di crisi. Tuttavia, elevando al livello costituzionale la disposizione sull’approvvigionamento in numerario si darebbe maggior risalto all’importanza del denaro contante in questo contesto.
In generale, l’approvvigionamento in numerario funziona bene in Svizzera. Tuttavia, da tempo si osserva una riduzione dei punti di accesso al contante. Negli ultimi anni è infatti diminuito il numero di distributori automatici di banconote, di sportelli bancari e di uffici postali. Secondo i sondaggi della BNS, questa tendenza è fonte di insoddisfazione per la popolazione e le imprese.
Il Consiglio federale riconosce l’importanza del contante per l’economia e la società e considera prioritario garantirne l’ampia accettazione come mezzo di pagamento. Per questo motivo ha adottato diverse misure:
tavola rotonda dedicata ai contanti: su mandato del Consiglio federale il Dipartimento federale delle finanze ha stabilito uno scambio istituzionalizzato tra i soggetti coinvolti nel circuito dei pagamenti in contante. La tavola rotonda permette di individuare eventuali criticità e di elaborare soluzioni adeguate. Ne sono state organizzate due edizioni, una a ottobre 2023 e una a novembre 2025;
utilizzo del contante nei trasporti pubblici: alla luce della crescente digitalizzazione nel settore dei trasporti pubblici, alle imprese di trasporto è stato chiesto di attuare delle misure concrete entro la fine del 2025 in adempimento della mozione 23.4276, che chiede loro di accettare pagamenti anche in contanti o perlomeno un’alternativa semplice, come le carte prepagate;
infine, con il controprogetto il Consiglio federale lancia un chiaro segnale. Infatti ribadisce così il proprio sostegno a favore del mantenimento del contante.
La BNS lavora a stretto contatto con le imprese e i cittadini per individuare tempestivamente eventuali lacune nell’approvvigionamento in numerario e valutare se sia necessario intervenire. A tal fine, nella primavera del 2024 ha istituito il gruppo di esperti Accesso al contante, composto da 10–15 specialisti provenienti da imprese e associazioni che contribuiscono in modo significativo all’approvvigionamento in numerario in Svizzera.
Il franco come valuta nazionale
È attualmente sancito nel primo periodo dell’articolo 1 della legge federale del 22 dicembre 1999 sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP; RS 941.10): «L’unità monetaria svizzera è il franco. …»
Il Consiglio federale, il Parlamento e la BNS preferiscono il termine «franco» per indicare la valuta della Svizzera; per questo è utilizzato nel controprogetto. La scelta risponde a criteri di coerenza: nella Costituzione federale finora compare solo il termine «franco», così come nella disposizione della LUMP che il controprogetto intende inserire nella Costituzione federale. Inoltre, anche su monete e banconote è riportata la dicitura «franco» o «franchi». Per questi motivi, nel controprogetto non si utilizza il termine «franco svizzero», che figura invece nel testo dell’iniziativa. Dal punto di vista sostanziale, però, non cambia nulla: i due termini indicano lo stesso concetto.
Secondo l’articolo 99 capoverso 2 della Costituzione federale, la BNS, in quanto banca centrale indipendente, conduce una politica monetaria nell’interesse generale del Paese. Se il franco fosse sostituito con un’altra valuta, la BNS non potrebbe più condurre una politica monetaria indipendente. Inoltre, l’unità monetaria «franchi» è citata a più riprese (art. 86 cpv. 2 lett. e; art. 87a cpv. 2 lett. d; art. 159 cpv. 3 lett. b Cost.). In caso di cambiamento di unità monetaria, dovrebbero essere modificate anche queste disposizioni. Tale intervento sottostarebbe già ora a referendum obbligatorio. Poiché già ora qualsiasi modifica della Costituzione necessita di una votazione popolare con doppia maggioranza, un’eventuale sostituzione della valuta svizzera dovrebbe essere approvata dal Popolo e dai Cantoni. Né l’iniziativa popolare né il controprogetto cambiano questo principio.
Poiché tutte le modifiche costituzionali sottostanno al referendum obbligatorio (art. 140 cpv. 1 lett. a Cost.), non risulta né necessario né opportuno specificarlo con una disposizione ad hoc. Pertanto, la formulazione dell’iniziativa, che stabilisce in modo esplicito l’obbligo di sottoporre al voto del Popolo e dei Cantoni la sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta, rappresenta un’integrazione superflua.
Attualmente in Svizzera non esistono piani volti a introdurre un franco digitale emesso dalla BNS, ossia una valuta digitale della banca centrale per l’uso al dettaglio («retail CBDC»). La BNS considera l’attuale traffico dei pagamenti in Svizzera efficiente, efficace e sicuro e pertanto non ritiene al momento necessario affiancare al contante il franco digitale.
Come molte altre banche centrali, anche la BNS si informa su approcci che consentono di adottare una moneta digitale. Finora la BNS è dell’avviso che l’introduzione di una valuta digitale emessa dalla banca centrale comporterebbe per la popolazione più rischi che benefici. Il Consiglio federale è giunto alla stessa conclusione nel rapporto sulla moneta digitale della banca centrale del 2019.
Sono stati compiuti progressi più concreti in merito all’introduzione di una valuta digitale della banca centrale per gli attori dei mercati finanziari («wholesale CBDC»). La BNS è infatti coinvolta in diversi progetti volti a rendere più efficienti la negoziazione, il regolamento e la gestione dei titoli. Tuttavia, questa moneta digitale sarebbe ad uso esclusivo degli attori dei mercati finanziari e non costituirebbe un’alternativa al contante per la popolazione.
Obbligo di accettazione del denaro contante
In linea di principio, i contanti devono essere accettati come mezzo di pagamento per estinguere i debiti pecuniari. Tuttavia, le parti contraenti possono stabilire altre modalità di pagamento, purché lo comunichino in modo trasparente, ad esempio con un cartello posto all’entrata di un ristorante. Ciò deriva dal fatto che l’articolo 3 della LUMP costituisce una norma dispositiva: le parti possono derogarvi se è stato pattuito diversamente. Questo riflette la libertà contrattuale di diritto privato ai sensi degli articoli 19 e 84 del Codice delle obbligazioni.
Per quanto riguarda i pagamenti dovuti agli enti pubblici (ad es. multe e imposte) vige in linea di principio l’obbligo di accettazione dei contanti. A tal fine, le autorità possono designare degli sportelli, spesso si tratta di quelli postali, dove banconote e monete devono essere accettate senza limiti di importo, fatte salve alcune eccezioni.
Quando un soggetto offre un servizio statale, ad esempio le FFS per la vendita dei titoli di viaggio, si applicano regole più stringenti, poiché tali fornitori di prestazioni devono rispettare i diritti fondamentali. In pratica, eventuali limitazioni alla possibilità di pagare in contanti non possono né impedire né ostacolare in modo sproporzionato a determinate categorie di persone, ad esempio chi non possiede uno smartphone o un conto bancario, di accedere a questi servizi statali.
Il settore prevede che in futuro fino al 90 per cento dei viaggiatori acquisterà i propri biglietti in modalità digitale. Questa evoluzione si traduce in una riduzione delle possibilità di pagamento in contante. Tuttavia, in quanto parte integrante del servizio pubblico, tali trasporti devono rimanere accessibili a tutti. La Confederazione e le imprese di trasporto hanno dichiarato, nel corso della seconda tavola rotonda dedicata al contante tenutasi a fine novembre 2025, di essere consapevoli di questa responsabilità. Pertanto, le imprese di trasporto stanno elaborando soluzioni concrete per garantire l’accesso ai trasporti pubblici anche ai viaggiatori sprovvisti di smartphone o di una carta di credito o di debito. All’inizio di dicembre 2025, Alliance SwissPass ha presentato una prima proposta. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile in contanti.
No, l’iniziativa non avrebbe alcun impatto sull’obbligo di accettazione del contante. Come il controprogetto, essa mira unicamente a garantire l’approvvigionamento in numerario. In sintesi, la disciplina vigente sull’accettazione del contante resta invariata (norma dispositiva, nessun obbligo assoluto di accettazione), dato che l’iniziativa non copre questo aspetto.
Secondo diversi sondaggi sui mezzi di pagamento, tra cui quelli condotti dalla BNS, la maggior parte della popolazione ritiene che l’accettazione del contante sia buona. Pertanto, finora non urgeva l’adozione di nuove regolamentazioni per promuovere in modo più incisivo la sua accettazione.
Nell’ambito del suo rapporto del 9 dicembre 2022 sull’accettazione di contanti in Svizzera (in adempimento del postulato 18.4399), il Consiglio federale ha esaminato in modo approfondito la richiesta di introdurre un obbligo di accettazione in una norma cogente. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che la misura proposta di trasformare l’obbligo di accettazione di denaro contante da norma dispositiva (che prevede la possibilità di escludere per contratto i pagamenti in contanti) in norma cogente non è al momento necessaria e che costituirebbe una grave ingerenza nella libertà contrattuale. Questa valutazione è stata confermata nel 2025 dal Consiglio federale nel parere sulla mozione 25.3727 «L’accettazione del denaro contante quale mezzo di pagamento deve essere obbligatoria», depositata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri.
Domande generali sulla votazione
Un controprogetto diretto è una proposta alternativa di modifica della Costituzione federale che il Consiglio federale e l’Assemblea federale può contrapporre a un’iniziativa popolare.
Un controprogetto diretto è una modifica costituzionale proposta dal Consiglio federale e dal Parlamento, che viene sempre sottoposta a votazione (referendum obbligatorio). Un controprogetto indiretto, invece, è una modifica di legge che sottoposta al voto popolare solo se viene lanciato un referendum facoltativo. Inoltre, di norma entra in vigore soltanto se l’iniziativa viene ritirata o respinta.
L’iniziativa popolare e il controprogetto sono sottoposti contemporaneamente, ma in maniera distinta, a votazione. Gli aventi diritto di voto si esprimono rispondendo quindi «Sì» o «No» a due domande separate e indipendenti una dall’altra. Nella cosiddetta domanda risolutiva devono inoltre indicare a quale dei due testi va la preferenza nel caso in cui entrambi vengano accettati.
È raro che un’iniziativa popolare e un controprogetto diretto siano sottoposti contemporaneamente a votazione. L’ultimo caso a livello federale risale al 2010, quando Popolo e Cantoni si sono pronunciati sull’iniziativa popolare federale «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)» e sul relativo controprogetto. L’iniziativa è stata accettata, mentre il controprogetto è stato respinto.
Documenti
Spiegazioni del Consiglio federale
Votazione dell'8 marzo 2025
Messaggio sul controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà»
Accettazione del contante in Svizzera
Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato 18.4399 Birrer-Heimo del 14 dicembre 2018 (in francese)
Sondaggio sui mezzi di pagamento presso le imprese 2025
Sondaggio sui mezzi di pagamento presso i privati in Svizzera 2024
Comunicati stampa
Il Consiglio federale licenzia il messaggio sul controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà»
Berna, 26.6.2024 - Nella seduta del 26 giugno 2024 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente il controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)».
Seconda tavola rotonda dedicata al contanti
Berna , 21.11.2025 — Il 21 novembre 2025, l’Amministrazione federale delle finanze (AFF) ha organizzato la seconda tavola rotonda dedicata al contante insieme alla Banca nazionale svizzera (BNS). La discussione, a cui hanno partecipato rappresentanti degli attori coinvolti nella circolazione del numerario, verteva su varie questioni concernenti l’accesso al contante e la sua accettazione.