Precisazione
Diversi media hanno commentato le considerazioni del Consiglio federale di adeguare l’imposizione delle prestazioni di vecchiaia sotto forma di prelievi di capitale dei pilastri 2 e 3a all’imposizione delle prestazioni di vecchiaia sotto forma di rendita. Sono state formulate anche delle ipotesi sull’impatto che l’onere fiscale supplementare potrebbe avere nei singoli casi. Inoltre, le persone che effettuano versamenti nel secondo e nel terzo pilastro potrebbero avere avuto l’impressione di non potere più beneficiarne fiscalmente.
Al riguardo, il Dipartimento federale delle finanze precisa quanto segue.
- Per correggere il bilancio della Confederazione, il Consiglio federale ha istituito il gruppo di esperti «Verifica dei compiti e riesame dei sussidi». Questo ha proposto all’Esecutivo circa 60 misure per ristabilire l’equilibrio finanziario delle finanze pubbliche, concludendo che le misure di sgravio possono e debbono avvenire intervenendo sul fronte delle uscite.
- Nel contempo, il gruppo di esperti era stato incaricato di esaminare le agevolazioni fiscali esistenti o di individuarne possibili lacune. Tra le altre cose, nel rapporto del gruppo di esperti si menziona l’imposizione non equa tra i prelievi di capitale e la riscossione delle rendite del secondo e terzo pilastro. Quanto più elevato è il loro altro reddito imponibile e quanto più cospicuo è il loro capitale, tanto più i beneficiari di capitale sono oggi privilegiati fiscalmente rispetto ai beneficiari di rendite. In caso di adeguamento dell’imposizione dei prelievi di capitale a quella delle rendite si produrrebbero quindi, nell’ambito dell’imposta federale diretta, maggiori entrate di 220 milioni di franchi per la Confederazione e di 60 milioni di franchi per i Cantoni. Il gruppo di esperti ha poi constatato che i prelievi di capitale possono talvolta generare effetti sociopolitici indesiderati. Ciò accadrebbe nel caso in cui i beneficiari di capitale dovessero esaurire il loro capitale troppo rapidamente e, a causa di una rendita residua troppo bassa, dovessero ricorrere a prestazioni complementari, cosa che si potrebbe evitare non ricorrendo al prelievo di capitale. Anche questo genere di prestazioni implica costi per lo Stato altrimenti evitabili.
- Nella seduta del 20 settembre 2024, sulla base del rapporto del gruppo di esperti il Consiglio federale ha definito i valori di riferimento del pacchetto di sgravio per il bilancio della Confederazione, decidendo di intervenire principalmente sul fronte delle uscite. Tuttavia, per mantenere l’equilibrio politico del pacchetto di sgravio, occorre comunque perseguire la misura concernente i prelievi di capitale proposta dal gruppo di esperti e approfondirla in vista del progetto posto in consultazione.
- La misura proposta per i prelievi di capitale è attualmente in fase di verifica approfondita. Poiché questa misura non è stata ancora concretizzata in alcun modo, non è possibile valutarne le ripercussioni in generale e nei singoli casi. Ad esempio, resta da chiarire se i prelievi di capitale del pilastro 3a possano essere trattati al pari di quelli del secondo pilastro, soprattutto perché, a differenza del secondo pilastro, il pilastro 3a non consente di scegliere tra prelievi di capitale e rendita. Occorre infine chiarire le ripercussioni che tale misura avrebbe sui Cantoni, che sarebbero anch’essi coinvolti in virtù della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (RS 642.14).
- Non saranno invece messe a rischio dalla misura prevista le deduzioni fiscali di cui possono usufruire oggi le persone che effettuano versamenti nel secondo e terzo pilastro. Queste deduzioni e l’esenzione degli averi dall’imposta sulla sostanza dovranno essere rispettate in ogni caso. Di conseguenza, non sarà intaccato l’incentivo finanziario a versare di propria iniziativa contributi nella previdenza per la vecchiaia.
- Il Consiglio federale intende porre in consultazione il pacchetto di sgravio e quindi anche la regolamentazione per i prelievi di capitale a gennaio 2025. I gruppi interessati potranno così esprimersi in merito alle ripercussioni concrete della specifica misura proposta.
- Dopo i risultati della procedura di consultazione, il Consiglio federale valuterà se e in quale forma includere la misura nel messaggio. Il pacchetto di sgravio sarà poi trasmesso per deliberazione alle Camere federali. Se dovesse essere lanciato un referendum, l’ultima parola spetterà al Popolo.