Conformità fiscale internazionale
Il settore fiscale è caratterizzato dalla collaborazione internazionale. Anche la Svizzera lavora allo sviluppo di soluzioni multilaterali e attua gli standard internazionali previsti in questo ambito.
L’OCSE definisce i paradisi fiscali come Stati o territori che non rispettano gli standard internazionali in materia fiscale e che applicano pratiche fiscali ritenute dannose a livello internazionale.
- La Svizzera è una piazza economica attrattiva che adempie tutti gli standard internazionali in materia fiscale.
- Con l’introduzione della riforma dell’imposizione delle imprese nel 2019 la Svizzera ha eliminato tutti i regimi fiscali ritenuti dannosi e li ha sostituiti con norme compatibili a livello internazionale. Questo è quanto l’OCSE ha confermato alla Svizzera per scritto nel 2020.
- Dal 2019 gli organismi internazionali hanno riconosciuto più volte alla Svizzera il merito di aver attuato correttamente gli standard internazionali in materia fiscale, ossia:
- lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese
- lo scambio automatico di informazioni
- lo scambio spontaneo di informazioni
- lo scambio di informazioni su domanda (assistenza amministrativa)
- l’attuazione degli standard minimi scaturiti dal progetto BEPS
Comunicati stampa sul tema
Svizzera e Lussemburgo concordano un dialogo finanziario regolare
Il 19 maggio 2026 la consigliera federale Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale delle finanze, ha ricevuto a Berna il ministro delle finanze lussemburghese, Gilles Roth. Nel corso dell’incontro, hanno convenuto l’istituzione di un dialogo finanziario regolare tra la Svizzera e il Lussemburgo. Entrambi i Paesi intendono contribuire alla competitività dell’Europa in qualità di piazze finanziarie affermate.
Il Consiglio federale avvia la consultazione relativa all’ordinanza sull’imposizione minima
Nella seduta del 6 maggio 2026, il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la modifica dell’ordinanza del 22 dicembre 2023 sull’imposizione minima (OImM; RS 642.161). Così facendo, l’Esecutivo attua le richieste contenute in due mozioni dello stesso tenore che chiedono di applicare un orientamento amministrativo dell’OCSE con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto a livello internazionale.
Regolamentazione «too big to fail»: il Consiglio federale adotta messaggio e ordinanza sui fondi propri
Durante la seduta del 22 aprile 2026 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge sulle banche. In futuro, le banche di rilevanza sistemica in Svizzera saranno tenute a coprire interamente le loro partecipazioni in filiali estere con fondi propri di base di qualità primaria. Si tratta di una misura mirata fondamentale per rafforzare la stabilità finanziaria. A partire dall’estate 2026 il Parlamento potrà deliberare sul disegno di legge. Contestualmente alla legge, il Consiglio federale ha adeguato l’ordinanza sui fondi propri. Gli adeguamenti, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027, riguardano la copertura con fondi propri di determinate posizioni di bilancio, in particolare il software. In questo contesto, alla luce dei risultati emersi dalla consultazione, la soluzione del Consiglio federale è più moderata di quanto inizialmente proposto. Per quanto riguarda le esigenze in materia di fondi propri, ne risulta complessivamente un pacchetto di misure equilibrato che tiene conto dei pareri espressi.
Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI
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Svizzera - 3003 Berna