La Svizzera nel Fondo monetario internazionale (FMI)

Stato gennaio 2020

In breve

Il FMI ha il compito di assicurare la stabilità del sistema monetario e finanziario internazionale. La Svizzera è membro del FMI dal 1992 e dirige un gruppo di voto. Nel suo ruolo di consulente e mediante l’aggiudicazione di crediti, il FMI ha fornito un contributo importante per superare la crisi finanziaria ed economica. Il dispositivo di crisi dell’organizzazione è stato migliorato tramite diverse misure, tra cui l’aumento delle sue risorse ordinarie.


Il mandato del FMI

Il compito principale del FMI è sorvegliare la politica economica dei propri Stati membri. In questo modo contribuisce alla stabilità del sistema finanziario e monetario internazionale. Il FMI offre ai propri Stati membri supporto tecnico e possibilità di formazione al fine di rafforzare le loro capacità di formulare e attuare un’efficace politica economica e finanziaria. In caso di crisi sostiene i Paesi membri interessati con considerevoli aiuti finanziari e con l’elaborazione di programmi di riforma della politica monetaria, di bilancio e finanziaria.

La Svizzera membro del FMI

La Svizzera è membro del FMI dal 1992. Il nostro Paese dirige un gruppo di voto a cui appartengono Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Polonia, Serbia, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Attualmente la quota di voto di questo gruppo nel Consiglio esecutivo del FMI è del 2,89 per cento. Questa percentuale corrisponde approssimativamente alla partecipazione finanziaria del gruppo al FMI. La quota di partecipazione della Svizzera ammonta all’1,21 per cento.

Sulla base di un Memorandum d’intesa firmato nella primavera del 2012, dal 2014 la Svizzera condivide con la Polonia il proprio seggio nel Consiglio esecutivo, l’organo del FMI che prende le decisioni a livello operativo. Il posto di direttore esecutivo del FMI è occupato in alternanza per un periodo di due anni. La Svizzera mantiene tuttavia la direzione del gruppo di voto e rappresenta il gruppo nel Comitato monetario e finanziario internazionale (IMFC), ossia l’organo consultivo del FMI che ne definisce l’indirizzo politico e strategico.

Le relazioni che la Svizzera intrattiene in qualità di membro del FMI sono curate congiuntamente dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) e dalla Banca nazionale svizzera (BNS).

Le risorse del FMI

Le principali fonti di finanziamento del FMI sono tre: le risorse
finanziarie ordinarie, i nuovi accordi di credito (NAC) e le linee di credito
bilaterali.

  • Le risorse finanziarie ordinarie vengono versate al FMI direttamente dai Paesi membri con le quote di partecipazione. Il totale delle quote di partecipazione ammonta a 660 miliardi di dollari statunitensi, mentre la quota della Svizzera è pari a 7,8 miliardi di dollari;
  • inoltre, i NAC costituiscono la rete di sicurezza finanziaria permanente a cui il FMI può ricorrere in caso di crisi che compromettono il sistema monetario e finanziario internazionale. I NAC sono risorse complementari alle quote di partecipazione, nel caso in cui queste ultime non fossero più sufficienti a coprire la concessione di crediti del FMI. Le risorse derivanti dai NAC ammontano a circa 250 miliardi di dollari statunitensi. La quota della Svizzera ammonta attualmente a circa 7,5 miliardi di dollari;
  • infine, le quote di partecipazione e le risorse derivanti dai NAC possono essere completate con linee di credito bilaterali limitate nel tempo concesse dai singoli Paesi membri del FMI. Il FMI può ricorrere a queste linee di credito in caso di gravi crisi dopo aver esaurito le quote e le risorse derivanti dai NAC. Attualmente 40 Paesi mettono a disposizione linee di credito per un importo complessivo di 440 miliardi di dollari. In virtù della legge sull’aiuto monetario (LAMO), la Svizzera partecipa con un prestito di 8,5 miliardi di franchi. Queste linee di credito bilaterali giungeranno a scadenza a fine 2020.
  • Nel 2019 è stato raggiunto un accordo di base che prevede di mantenere l’attuale importo della dotazione di fondi del FMI a un livello simile, ma di ridistribuirlo. Le risorse derivanti dalle nuove linee di credito bilaterali dovranno essere in parte trasferite nei Nuovi accordi di credito (NAC).
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