Cambio di sistema nell’ambito dell’imposizione della proprietà abitativa

L’essenziale in breve

Il sistema vigente dell’imposizione del valore locativo rappresenta da anni il pomo della discordia. In particolare i proprietari di abitazioni si interrogano sul senso e sullo scopo dell’imposizione di un reddito che considerano «fittizio». Recentemente il Consiglio federale si è mostrato più volte aperto a una riforma dell’imposizione della proprietà abitativa, purché questa sia equilibrata, intrinsecamente coerente e finanziariamente sostenibile. In questo contesto, nel suo parere del 25 agosto 2021, l’Esecutivo ha deciso di entrare in materia sul progetto della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) incaricata dell’esame preliminare. Il 21 settembre 2021, il Consiglio degli Stati ha approvato quale prima Camera il cambio di sistema nell’ambito dell’imposizione della proprietà abitativa.


Punti fondamentali del progetto

Gli sforzi compiuti in vista dell’abolizione del valore locativo hanno una lunga storia e sono sono tutti falliti senza esclusioni. Ciononostante il Consiglio federale ritiene che vi sia necessità di intervento nell’ambito dell’imposizione della proprietà abitativa poiché il sistema vigente presenta lacune sostanziali:

  • parola chiave: «incentivi all’indebitamento privato»: l’indebitamento ipotecario delle economie domestiche in Svizzera è molto elevato nel confronto internazionale ed è gradualmente aumentato negli ultimi anni. Nel contempo, la crescente domanda di immobili ha provocato un notevole aumento dei prezzi degli immobili. Ne derivano incertezze non trascurabili: ad esempio, la situazione appare molto delicata se ci si interroga su quali sarebbero gli effetti di questo elevato indebitamento sulla capacità di resistenza del settore finanziario e dell’economia svizzera nel caso in cui i tassi di interesse dovessero subire un significativo aumento e ne conseguisse una correzione dei prezzi del mercato immobiliare. In vista della stabilità finanziaria, sia l’OCSE che il FMI hanno raccomandato in diverse occasioni di eliminare questo falso incentivo e di limitare la deducibilità degli interessi ipotecari;

  • parola chiave «complessità»: la determinazione dei valori locativi non è una scienza esatta. La procedura di tassazione ne risulta più complessa. Di norma, i valori locativi di mercato non possono essere dedotti direttamente, ma occorre effettuare una stima. A causa dei numerosi fattori d’influenza, ciò comporta una dispendiosa procedura di stima. In vista della promozione dell’accesso alla proprietà abitativa prevista dal diritto costituzionale (art. 108 cpv. 1 Cost.), i valori locativi sono sistematicamente inferiori ai valori locativi di mercato. Anche le deduzioni correlate al sistema vigente complicano la situazione;

  • parola chiave «frustrazione persistente dei pensionati»: in generale occorre precisare che, nel sistema attuale, le persone che hanno estinto del tutto, o quasi, il debito ipotecario che grava sulla loro casa o sul loro appartamento, si sentono maggiormente svantaggiate. In questa situazione, il saldo tra valore locativo e deduzioni può rappresentare una parte importante dei proventi complessivi imponibili. Ciò riguarda soprattutto i pensionati.

Il tentativo di abolizione del valore locativo lanciato dalla CET-S nel quadro di un’iniziativa parlamentare (Iv. Pa. 17.400) è caratterizzato dai seguenti parametri:

  • si tratta di un cambio di sistema parziale secondo il quale, nella legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD) e nella legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette
    dei Cantoni e dei Comuni (LAID), alle proprietà abitative occupate dai proprietari al loro domicilio non deve più essere applicato il valore locativo. In considerazione degli interessi fiscali dei Cantoni turistici, il valore locativo delle abitazioni secondarie a uso proprio continuerà invece a essere imponibile;

  • conformemente al sistema, i costi di manutenzione non sono più deducibili con l’abolizione del valore locativo;

  • per quanto riguarda la deduzione degli interessi su debiti, la maggioranza della Commissione si è espressa a favore di un divieto generalizzato di deduzione nella LIFD e nella LAID. Per la minoranza della Commissione questa procedura risulta troppo radicale. Gli interessi maturati su debiti privati dovrebbero continuare a essere deducibili fino a concorrenza del 70 per cento dei redditi da sostanza imponibili;

  • per le deduzioni giustificate da ragioni extrafiscali (risparmio energetico e protezione dell’ambiente), il diritto ad applicare deduzioni deve continuare ad essere previsto dalla LAID sotto forma di disposizione potestativa, ma dovrà essere limitato nel tempo al 2050. Nella LIFD, invece, queste deduzioni devono essere abolite;

  • la possibilità di dedurre le spese per i lavori di cura di monumenti storici deve essere mantenuta nella LIFD e nella LAID (disposizione potestativa);

  • infine, con l’introduzione della deduzione di primo acquisto nella LIFD e nella LAID, verrà introdotta nel diritto fiscale svizzero una nuova agevolazione fiscale di durata e ammontare limitati.

Nel suo parere del 25 agosto 2021, il Consiglio federale ha presentato due proposte di modifica in due punti centrali: innanzitutto l’Esecutivo è favorevole a un cambio di sistema completo che includa l’abolizione del valore locativo anche per le abitazioni secondarie. In caso contrario si manterrebbero due sistemi da gestire in parallelo e che andrebbero ad appesantire la gestione amministrativa.In tal modo non si sfrutterebbe il potenziale di semplificazione che un cambio di sistema dovrebbe introdurre. Secondariamente, la decisione presa dalla maggioranza della Commissione di non ammettere più in futuro la deduzione degli interessi maturati su debiti privati si spinge oltre l’obiettivo iniziale. È giusto limitare gli incentivi all’indebitamento privato, ma la proposta in questione è troppo radicale e viola i principi del diritto costituzionale. Secondo il Consiglio federale, gli interessi passivi dovrebbero continuare ad essere deducibili quando sono qualificabili come costi di conseguimento del reddito. Si tratta in particolare dei redditi generati da immobili locati o affittati oppure delle abitazioni secondarie a uso proprio, sulle quali si continua ad applicare il valore locativo.

Prospettive / Stato attuale

Il progetto è stato deliberato dal Consiglio degli Stati nella sessione autunnale 2021. Per quanto riguarda l’impostazione della deduzione degli interessi su debiti, l’Assemblea plenaria si è espressa a favore della proposta della minoranza della Commissione. L’abolizione del valore locativo rimane limitata alle proprietà abitative occupate dai proprietari al loro domicilio. Nella votazione sul complesso, il progetto è stato accolto con 20 voti contro 17 e 2 astensioni. Il progetto di legge verrà ora trattato dalla CET-N.

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Ultima modifica 05.10.2021

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