Le finanze federali

Qual è la situazione delle finanze federali svizzere? Le cifre e i fatti più significativi forniscono una panoramica del bilancio della Confederazione e mostrano come si prospettano i prossimi anni per le finanze federali.

In breve

Il bilancio della Confederazione ha chiuso l’esercizio con un deficit di finanziamento di 1,4 miliardi di franchi; pertanto nemmeno nel 2023 è stato in grado di finanziare le proprie uscite. La mancata distribuzione dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS; -2,0 mia.) come anche il fabbisogno finanziario nuovamente elevato per i contributi ai Cantoni per le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina (1,1 mia.) hanno avuto un impatto significativo sul risultato.

Nel quadro della valutazione politico-finanziaria effettuata a metà febbraio 2024, sono state poste le basi affinché il preventivo 2025 rispetti le direttive del freno all’indebitamento. A tal fine è stato necessario correggere il prospettato deficit di finanziamento di circa 2,5 miliardi. La situazione di bilancio rimane tesa. Un gruppo di esperti è stato incaricato di effettuare una verifica dei compiti e un riesame dei sussidi.

Risultati contabili della Confederazione 1990–2023
Figura 1: Risultati contabili della Confederazione 1990–2023

Per il terzo anno consecutivo, nel 2023 la Confederazione ha chiuso con un deficit meno elevato, poiché la maggior parte delle uscite legate alla pandemia da coronavirus sono venute meno e le entrate hanno registrato un andamento positivo. Il deficit del 2023 ammonta a 1,4 miliardi di franchi. Circa la metà proviene dal bilancio ordinario e il resto da quello straordinario. Considerata l’evoluzione congiunturale, il deficit ammesso nel bilancio ordinario non avrebbe dovuto superare 0,2 miliardi di franchi. Di conseguenza, per il secondo anno consecutivo la maggior parte del deficit ordinario di finanziamento è di natura strutturale (-0,4 mia.).

Evoluzione dinamica delle entrate nel 2023

Nel 2023 le entrate della Confederazione sono ammontate a 79,6 miliardi, segnando un considerevole aumento nonostante la mancata distribuzione degli utili della BNS (+4,0 mia., ossia +5,2 %). L’incremento è riconducibile principalmente alle maggiori entrate dall’imposta federale diretta (+3,1 mia.) e dall’imposta preventiva (+2,6 mia.). Inoltre, l’imposta sul valore aggiunto è aumentata di 0,6 miliardi. Nell’ambito dell’imposta federale diretta, ha registrato un’impennata soprattutto il gettito dell’imposta sull’utile (+2,2 mia.). Per quanto riguarda l’imposta preventiva, l’incremento è dato da una correzione della stima verso il basso effettuata l’anno precedente (-1,9 mia.).

La vendita di alcune unità operative di RUAG International ha generato entrate straordinarie di 200 milioni. Inoltre, l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS ha portato complessivamente 201,3 milioni nelle casse della Confederazione (tasse, premi di rischio e il premio per la messa a disposizione).

L’esperienza mostra che a lungo termine le entrate complessive della Confederazione evolvono in misura proporzionale al PIL nominale. Per paragonare l’evoluzione delle entrate con quella del PIL, occorre prendere in considerazione gli eventuali cambiamenti strutturali, come la modifica delle aliquote d’imposta, la volatilità dell’imposta preventiva e le entrate straordinarie. Se si escludono questi effetti, le entrate ordinarie del 2023 presentano un aumento del 4,9 per cento, una progressione più marcata rispetto a quella del PIL nominale (+2,3 %). Tale evoluzione è dovuta in gran parte alla massiccia crescita delle entrate dall’imposta sull’utile.

Nuovo fabbisogno finanziario eccezionale

Nel 2023 le uscite della Confederazione sono ammontate a 81,1 miliardi, rimanendo quindi stabili rispetto all’anno precedente. Già per il quarto anno consecutivo è stato necessario far valere un fabbisogno finanziario eccezionale. Rispetto agli esercizi precedenti, caratterizzati da ingenti uscite legate alla pandemia, esso è però sensibilmente inferiore. Soltanto le uscite per le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina (1,1 mia.) sono state contabilizzate a titolo straordinario. Nel 2023 per combattere la pandemia di COVID-19 non sono più state registrate uscite straordinarie (2022: 2,4 mia.); sono state necessarie soltanto uscite ordinarie per 195 milioni.

Queste ultime sono cresciute di 2,2 miliardi (+2,8 %), dunque in misura più marcata rispetto al PIL nominale (+2,3 %). In particolare per il contributo della Confederazione all’AVS sono stati spesi 405 milioni in più rispetto all’anno precedente. Sono aumentate anche le uscite per la riduzione dei premi nell’assicurazione malattie e per le prestazioni complementari (+259 mio.). Si osservano maggiori oneri anche per il settore Migrazione (+405 mio.), sebbene le uscite a favore delle persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina siano state contabilizzate a titolo straordinario. Sono cresciute anche le uscite per l’armamento (+265 mio.). Infine, rispetto al 2022 la Confederazione ha speso 310 milioni in più per il settore Educazione e ricerca.

Prime aggiunte al preventivo 2024

Per il 2024 il Parlamento ha approvato un preventivo pressoché in pareggio. Tuttavia, nel messaggio del 15 marzo 2024 concernente la prima aggiunta al preventivo per 2024 il Consiglio federale ha già chiesto 11 crediti aggiuntivi per 603,5 milioni, in particolare per le centrali elettriche di riserva, i centri federali d’asilo e il personale necessario per evadere le domande d’asilo e di statuto S. In considerazione dei residui di credito annui, le uscite effettive per il 2024 non dovrebbero però superare il valore iscritto a preventivo.

Il Consiglio federale riferirà sul risultato atteso per l’anno in corso il 14 agosto 2024 con la prima proiezione di fine giugno.

Preventivo 2025 e piano finanziario 2026–2028

All’inizio dell’anno le cifre di bilancio aggiornate prospettavano per il 2025 un deficit di finanziamento strutturale di 2,5 miliardi, ascrivibile principalmente a crescenti uscite per assicurazioni sociali, riduzioni dei premi ed esercito nonché a persistenti uscite elevate per il settore della migrazione. Al fine di garantire il rispetto delle direttive del freno all’indebitamento, il 24 gennaio e il 14 febbraio 2024 il Consiglio federale ha quindi disposto delle misure correttive da applicare al preventivo 2025. È inclusa una riduzione lineare pari all’1,4 per cento delle uscite scarsamente vincolate nel piano finanziario 2025–2027.

A medio termine le misure decise non saranno sufficienti per pareggiare durevolmente il bilancio della Confederazione. Pertanto, l’8 marzo 2024 il Consiglio federale ha incaricato un gruppo di esperti, di effettuare una verifica dei compiti e dei sussidi in modo che il bilancio torni ad avere stabilmente un margine di manovra.


Ulteriori informazioni

Ultima modifica 24.05.2024

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