Riforma dell’imposta preventiva (rafforzamento del mercato dei capitali di terzi)

L’essenziale in breve

Il 17 dicembre 2021 il Parlamento ha approvato la modifica della legge federale sull’imposta preventiva. La riforma intende esonerare le obbligazioni svizzere da questa imposta. In tal modo, per gli investitori le obbligazioni svizzere risulterebbero più interessanti e le imprese emetterebbero un numero sempre maggiore di obbligazioni dalla Svizzera. Il progetto prevede inoltre di abolire la tassa di negoziazione sulla compravendita di obbligazioni svizzere e di altri titoli. Entrambe le misure avrebbero effetti positivi sull’economia nazionale. Contro il progetto è stato lanciato un referendum. Secondo il comitato referendario, la riforma comporterebbe perdite fiscali ingenti e un aumento della criminalità fiscale.

Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di accettare il progetto. La riforma rafforzerebbe infatti il mercato obbligazionario e la piazza imprenditoriale della Svizzera. Ciò va a vantaggio di tutti, perché permetterebbe di riportare in Svizzera i posti di lavoro attualmente dislocati all’estero e di recuperare le entrate fiscali perse. Già entro pochi anni la Svizzera potrebbe beneficiare di maggiori entrate.

Nella votazione popolare del 25 settembre 2022 la modifica della legge federale sull’imposta preventiva è stata respinta a stretta maggioranza dal 52,01 per cento dei votanti.


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Documentazione

Punti fondamentali del progetto

In Svizzera la compravendita di obbligazioni è assoggettata all’imposta preventiva e alla tassa di negoziazione. Pertanto, da anni le obbligazioni sono negoziate prevalentemente all’estero. La riforma dell’imposta preventiva intende riportare nel nostro Paese questa attività per generare valore aggiunto e creare posti di lavoro. La riforma intende quindi abolire l’imposta preventiva sui redditi di interessi corrisposti su obbligazioni ed esonerare la compravendita di obbligazioni dalla tassa di negoziazione.

Necessità di una riforma

L’imposta preventiva del 35 per cento rappresenta un ostacolo soprattutto nel caso delle obbligazioni svizzere. Per questo motivo, di norma le imprese svizzere non emettono le proprie obbligazioni in Svizzera, bensì all’estero. Gli enti pubblici, che non hanno la possibilità di dislocare la propria attività in altri Paesi, devono quindi sostenere costi di finanziamento più elevati. La tassa di negoziazione viene riscossa sulla negoziazione di determinati titoli e dunque anche sulla compravendita di obbligazioni. Questa tassa ha anche un effetto inibitorio sull’economia nazionale.

Di conseguenza, il mercato dei capitali di terzi in Svizzera è poco sviluppato e in declino. La creazione di valore e di posti di lavoro nel settore finanziario avvengono all’estero.

Obiettivi della riforma

Il progetto di riforma mira a generare valore aggiunto e a creare posti di lavoro nel nostro Paese.

Con la riforma s’intende incoraggiare le imprese a emettere le proprie obbligazioni dalla Svizzera a condizioni competitive. Grazie alla riforma, anche la Confederazione, i Cantoni e i Comuni potrebbero proporre le loro obbligazioni a tassi d’interesse più bassi.

Con l’abolizione della tassa di negoziazione sulle obbligazioni svizzere e su determinati titoli, per gli investitori diventerà più interessante negoziare tali obbligazioni sul territorio nazionale.

Elementi specifici della riforma

  • A essere esonerati dall’imposta preventiva sono i redditi di interessi derivanti da obbligazioni svizzere di nuova emissione. L’imposta preventiva continua invece a essere riscossa sui redditi di interessi derivanti da obbligazioni in essere.

  • Per le persone fisiche domiciliate in Svizzera, anche i redditi di interessi corrisposti su averi bancari rimangono assoggettati all’imposta preventiva. Tutti gli altri investitori ne sono esentati.

  • I redditi di interessi da obbligazioni incassati da investimenti collettivi di capitale (fondi) saranno versati senza la ritenuta dell’imposta preventiva.

  • La tassa di negoziazione sulle obbligazioni svizzere verrà abolita. In particolare, non soggiaceranno alla tassa: l’emissione, il riscatto e la mediazione di quote di fondi del mercato monetario estero con durata residua limitata, nonché la compravendita di partecipazioni svizzere o estere in ragione almeno del 10 per cento al capitale azionario o sociale di altre società.

Conseguenze finanziarie

Il Consiglio federale ritiene che molte imprese ricominceranno a procurarsi capitale in Svizzera non appena la riforma entrerà in vigore. Gli impulsi generati dalla riforma favoriranno la creazione di valore e di posti di lavoro. Tali impulsi incideranno positivamente soprattutto sulle entrate dell’imposta sull’utile e sul reddito. Di conseguenza, la riforma potrebbe generare un gettito fiscale supplementare per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni.

Le ripercussioni delle misure previste dalla riforma sono in parte quantificabili e in parte, laddove mancano i dati, non quantificabili.

Per quanto riguarda la tassa di negoziazione, le misure quantificabili comporteranno una diminuzione delle entrate di circa 25 milioni di franchi all’anno, poiché le obbligazioni svizzere ne saranno esentate. Per quanto concerne l’imposta preventiva, le minori entrate nell’anno dell’entrata in vigore dovrebbero ammontare ad alcune decine di milioni di franchi. Le minori entrate derivanti dall’imposta preventiva e quelle dalla tassa di negoziazione sono rispettivamente per il 90 per cento e per il 100 per cento a carico della Confederazione.

Negli anni successivi le minori entrate generate da questa imposta aumenteranno, poiché ci saranno sempre più obbligazioni in scadenza che verranno sostituite da obbligazioni esenti da imposta. A condizioni economiche e tassi d’interesse costanti, sul lungo termine le minori entrate riconducibili alle misure quantificabili ammonteranno dai 215 ai 275 milioni di franchi all’anno. Se il livello dei tassi d’interesse continuerà ad aumentare, aumenteranno anche le minori entrate dovute alla riforma.

Tra le misure non quantificabili vi è l’abolizione della tassa di negoziazione sui fondi del mercato monetario estero e nelle partecipazioni in ragione almeno del 10 per cento. Inoltre, non è possibile determinare eventuali ripercussioni finanziarie dovute a cambiamenti nel comportamento delle persone fisiche domiciliate in Svizzera. La misura volta a escludere i doppi rimborsi garantisce le entrate dell’imposta preventiva.

Tuttavia, occorre relativizzare tali stime tenendo conto delle opportunità di crescita. Gli incentivi a emettere le obbligazioni dalla Svizzera avranno infatti un impatto già dall’anno di entrata in vigore della riforma. Perciò, nella migliore delle ipotesi, la riforma potrebbe autofinanziarsi già nell’anno dell’entrata in vigore. Nel complesso il rapporto costi-benefici della riforma è da considerarsi quindi molto favorevole.

Prospettive

Il 25 settembre 2022 l’elettorato svizzero si esprimerà in merito al progetto. Se questo verrà accolto, il Consiglio federale ne determinerà l’entrata in vigore, ad eccezione dell’esenzione fiscale degli interessi derivanti da obbligazioni, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2023 secondo la decisione del Parlamento.

Conferenza stampa e comunicato

Contatto
Ultima modifica 26.09.2022

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