Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente la guardia di frontiera e costiera europea ampliata

Berna, 26.08.2020 - Nella sua seduta del 26 agosto 2020, il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente il recepimento e la trasposizione del rivisto regolamento UE relativo alla guardia di frontiera e costiera europea. Il mandato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) viene così rafforzato, al fine di proteggere più efficacemente le frontiere esterne Schengen in collaborazione con le autorità nazionali. La protezione dei confini svizzeri rimane in tal modo garantita.

Per la sicurezza di tutta Europa e anche della Svizzera è fondamentale che il sistema Schengen/Dublino funzioni. A tal fine è necessaria una protezione efficace alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Con l’istituzione della guardia di frontiera e costiera europea nel 2016 sono state previste nuove misure di protezione delle frontiere esterne Schengen, al fine di rafforzare la sicurezza all’interno dell’Europa. Tuttavia, dato che gli Stati Schengen mettevano a disposizione il personale e l’equipaggiamento su base volontaria, si sono verificate alcune difficoltà che hanno compromesso l’efficacia delle operazioni. L’obiettivo principale della revisione del regolamento UE è in particolare colmare tali lacune e fornire a Frontex personale e mezzi sufficienti per svolgere più efficacemente i suoi compiti nel quadro della gestione delle frontiere e dei rimpatri. Inoltre viene rafforzato il mandato per sostenere gli Stati Schengen nell’ambito dei rimpatri e della cooperazione con i Paesi terzi. I singoli Stati Schengen rimangono i principali responsabili della protezione delle proprie frontiere esterne, ma ricevono assistenza da parte di Frontex. Ciò vale anche nell’ambito dei rimpatri, nel quale le decisioni sui rimpatri e sulla carcerazione amministrativa sono di esclusiva competenza dei singoli Stati.

L’ampliamento di Frontex mira allo stesso tempo a migliorare ulteriormente la lotta contro la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale alle frontiere esterne, e di ciò beneficerà anche la Svizzera. Nel contempo, le persone bisognose di protezione possono essere identificate più efficacemente grazie a una migliore gestione delle frontiere.

Ulteriore sviluppo della politica svizzera in materia di migrazione

L’ampliamento di Frontex rappresenta un elemento importante dell’ulteriore sviluppo della politica svizzera in materia di migrazione. Da tempo la Svizzera si impegna a favore di una riforma sostenibile del sistema di Dublino e di una ripartizione equa della responsabilità per i richiedenti l’asilo; essa sostiene inoltre gli Stati Schengen che sono soggetti a un’elevata pressione migratoria alle frontiere esterne. Il regolamento prevede anche il rafforzamento della tutela dei diritti fondamentali da di Frontex a favore dei migranti.

Partecipazione della Svizzera agli interventi di Frontex

Per garantire il personale necessario, tra il 2021 e il 2027 Frontex costituirà un corpo permanente comprendente fino a 10 000 membri al massimo. Nel quadro dei negoziati sulla revisione del regolamento, la Svizzera si è impegnata con successo affinché le dimensioni del corpo permanente vengano sottoposte a verifica nel 2023. Il corpo permanente sarà composto da personale operativo di Frontex e degli Stati Schengen per interventi di breve durata o a lungo termine.

Già oggi la Svizzera partecipa agli interventi di Frontex, gestendo a tal fine una riserva di esperti nazionali. Entro il 2027 la Svizzera dovrà presumibilmente svolgere a favore di Frontex al massimo 16 interventi della durata di due anni e fino a 59 di quattro mesi ciascuno. Pertanto, essa dovrebbe mettere a disposizione al massimo 39 esperti all’anno. La maggior parte di tali interventi viene svolta dall’Amministrazione federale delle dogane (AFD), dalla Segreteria di Stato della migrazione e dai Cantoni. Nel quadro dell’ulteriore sviluppo e della digitalizzazione dell’AFD, attualmente in corso sulla base del programma di trasformazione DaziT, grazie all’incremento dell’efficienza ai confini svizzeri si crea la flessibilità necessaria dal punto di vista del personale per l’esecuzione di questi interventi.

Assistenza nell’ambito dei rimpatri

In futuro Frontex potrà assistere gli Stati Schengen per quanto riguarda tutti gli aspetti correlati ai rimpatri di cittadini il cui soggiorno è irregolare. Il nuovo mandato comprende, ad esempio, l’assistenza nell’ambito del rimpatrio volontario o l’acquisizione dei documenti di viaggio.

Bilancio più elevato, chiave di ripartizione dei costi invariata

La Svizzera continua a contribuire proporzionalmente al bilancio di Frontex sulla base dell’attuale chiave di ripartizione dei costi. Dato che l’UE intende incrementare il bilancio di Frontex, aumenteranno anche i contributi proporzionali della Svizzera all’Agenzia. Stando ai calcoli attuali, tali contributi subiranno una crescita graduale fino ad attestarsi nel 2024 tra i 36 e i 68 milioni di franchi svizzeri. Al momento non è possibile quantificare in modo esatto tali contributi, dato che il quadro finanziario pluriennale dell’UE per gli anni 2021−2027 non è ancora stato negoziato in maniera definitiva e che i risultati della verifica nel 2023 potrebbero avere delle ripercussioni sul bilancio.


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