Domande e risposte RFFA

Quali sono gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale e dal Parlamento con la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA)?

Due sono gli elementi importanti per il benessere della Svizzera: una piazza economica attrattiva con un’imposizione delle imprese competitiva a livello internazionale e un sistema previdenziale affidabile. Un onere fiscale competitivo per le imprese è essenziale affinché la Svizzera possa affrontare la forte concorrenza internazionale. Le norme vigenti hanno dato buoni risultati, ma sono superate e devono essere riviste. Questo significa che nel complesso i gruppi societari operanti a livello internazionale dovranno pagare imposte un po’ più elevate, ma in compenso potranno contare su una maggiore certezza del diritto. Per contro, le piccole e medie imprese (PMI) dovranno complessivamente versare meno oneri, grazie soprattutto alla prevista riduzione dell’imposta cantonale sull’utile. In questo modo la riforma garantisce il mantenimento dei posti di lavoro e del gettito fiscale. Come misura di compensazione sociale dello sgravio fiscale, il Progetto fiscale (PF17) iniziale viene integrato con un finanziamento supplementare a favore dell’AVS. Quest’ultima riceve un importo supplementare annuo pari a 2 miliardi di franchi.

Quali finalità principali si è posto il Consiglio federale e il Parlamento con la RFFA?

La RFFA va a beneficio di tutta la popolazione. Assicura il benessere generale in Svizzera, migliora il finanziamento delle rendite AVS e conferisce alle imprese certezza del diritto e della pianificazione. Salvaguarda le entrate fiscali di Confederazione, Cantoni e Comuni e preserva i posti di lavoro, la competitività e l’attrattiva della piazza economica svizzera. In futuro, tutte le imprese saranno tassate alle stesse condizioni. Nel complesso le PMI saranno sgravate.

Quali sono gli argomenti del Consiglio federale e del Parlamento a sostegno del progetto?

In particolare sono a favore del progetto i punti elencati di seguito.

  • La necessità di intervento è incontestata. Con la RFFA il Parlamento e il Consiglio federale perseguono due importanti obiettivi: rafforzare la competitività della Svizzera e garantire il mantenimento dei posti di lavoro e le rendite AVS.
  • le rendite AVS.Il progetto rispetta il federalismo: i Cantoni decidono autonomamente le modalità di attuazione della riforma. Riceveranno a tal fine circa un miliardo di franchi in più dal gettito dell’imposta federale diretta. Il progetto prevede una compensazione adeguata anche per le Città e i Comuni.
  • La RFFA rafforza la Svizzera quale piazza imprenditoriale attrattiva: promuove l’innovazione con misure applicate anche da altri Paesi e riconosciute da organizzazioni internazionali. A complemento di queste misure, molti Cantoni prevedono di ridurre le imposte sull’utile, in modo da dare un impulso ancora maggiore agli investimenti e al mercato del lavoro.
  • Il progetto garantisce certezza del diritto e della pianificazione: elimina i privilegi fiscali di cui godono le imprese operanti principalmente a livello internazionale e che non sono più accettati dalla comunità internazionale. In futuro, tutte le imprese saranno tassate alle stesse condizioni.
  • Il progetto è equilibrato e trasparente. Con il finanziamento supplementare dell’AVS esso tiene conto della volontà di garantire una compensazione sociale adeguata, a beneficio di tutta la popolazione. Per gli azionisti è prevista un’imposizione più elevata. I Cantoni hanno presentato i loro piani di attuazione e quindi le ripercussioni del progetto sono prevedibili.
  • Il progetto alimenta l’AVS con un importo supplementare annuo di 2 miliardi di franchi, contribuendo in misura significativa a garantire le rendite. Permette di ridurre notevolmente il deficit di finanziamento dell’AVS. Ciononostante la prevista riforma strutturale dell’AVS (AVS 21) rimane una misura necessaria e urgente per stabilizzare finanziariamente questa assicurazione sociale e adeguarla ai cambiamenti in atto nella società.

Le imprese chiedono certezza del diritto e della pianificazione: cosa significa?

Certezza del diritto significa che l’impresa conosce esattamente e in anticipo le conseguenze fiscali prodotte negli anni successivi da una determinata operazione. Grazie alla certezza della pianificazione l’impresa può invece contare sul fatto che la normativa fiscale non muterà repentinamente e, in particolare, che non sono possibili modifiche con effetto retroattivo. Queste certezze sono una base importante per le decisioni d’investimento, che in ultima analisi vanno a vantaggio di tutta la piazza economica.

Quali miglioramenti contiene la RFFA rispetto alla Riforma III dell’imposizione delle imprese?

La RFFA è migliore della Riforma III dell’imposizione delle imprese, segnatamente sotto il profilo della trasparenza e dell’equilibrio. Ora i piani di attuazione dei Cantoni relativi alle misure fiscali del progetto sono noti e l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha fornito una stima degli effetti dinamici attesi. Le Città e i Comuni sono stati coinvolti nell’elaborazione della RFFA dall’inizio e la sostengono. L’imposizione più alta dei dividendi e la limitazione del principio degli apporti di capitale contribuiscono a determinare un onere fiscale equilibrato. Con il finanziamento dell’AVS per un importo supplementare annuo di 2 miliardi di franchi, il progetto introduce una misura di compensazione sociale incisiva.

Perché l’adeguamento delle norme fiscali applicate alle imprese è così urgente?

Negli ultimi due anni la concorrenza fiscale internazionale si è inasprita, soprattutto a seguito delle riforme fiscali attuate nelle piazze concorrenti (Stati Uniti, Gran Bretagna, Paesi Bassi ecc.). Con un’azione rapida, la Svizzera mira a restare competitiva e a garantire in questo modo benessere e posti di lavoro. Inoltre i vantaggi di cui beneficiano le società con statuto speciale non sono più compatibili con gli standard internazionali e gli impegni politici assunti dalla Svizzera. La situazione attuale genera incertezza del diritto e della pianificazione per le imprese che operano a livello transfrontaliero e nuoce alla piazza economica e alla reputazione della Svizzera. Per ripristinare la certezza del diritto e della pianificazione è necessario abolire i privilegi fiscali delle società con statuto speciale e introdurre nuovi strumenti fiscali conformi agli standard internazionali.

Chi trae maggiore profitto dalla RFFA?

Le misure fiscali servono a mantenere la competitività della Svizzera. Con questo progetto la Confederazione investe nel futuro. Uno studio dell’AFC mostra che nel prossimo futuro gli effetti positivi del progetto prevarranno. Secondo le stime indicate in questo studio, la perdita di entrate a breve termine sarà interamente o parzialmente recuperata. Nella migliore delle ipotesi la RFFA potrà determinare addirittura un aumento delle entrate rispetto ad oggi.

Gli effetti finanziari complessivi che le misure fiscali avranno per gli enti pubblici dipenderanno tuttavia da molti fattori, segnatamente dalla politica fiscale adottata dai Cantoni e dagli Stati esteri, come pure dalle reazioni delle imprese. Le misure fiscali concorrono dunque ad assicurare finanze pubbliche sane e un’offerta di posti di lavoro interessanti. Con il finanziamento supplementare dell’AVS il progetto contribuisce in misura sostanziale a garantire il futuro della nostra assicurazione sociale più importante. Il deficit di finanziamento dell’AVS viene ridotto di oltre la metà entro il 2030 e il progetto AVS 21 consente di individuare più facilmente una soluzione alle questioni strutturali. Tutto ciò va poi a vantaggio dell’intera popolazione svizzera.

Gli azionisti e i grandi gruppi societari saranno i soli a trarne beneficio?

No. Con il progetto i grandi gruppi societari pagheranno tendenzialmente più imposte rispetto a oggi, in quanto i regimi fiscali cantonali per le società con statuto speciale verranno aboliti. In compenso avranno la certezza del diritto e della pianificazione necessarie. A seguito dell’imposizione più alta dei dividendi e degli adeguamenti del principio degli apporti di capitale, gli azionisti potrebbero essere assoggettati a imposte leggermente più elevate rispetto ad oggi (vedi anche la domanda successiva). Con la riduzione dell’imposta sull’utile prevista nei Cantoni, l’onere a loro carico dovrebbe essere complessivamente equilibrato.

Con le misure fiscali del progetto l’onere fiscale per le persone fisiche cambierà?

L’obiettivo dichiarato del progetto è di mantenere inalterato l’attuale sostrato fiscale delle imprese con le misure di sgravio proposte. A tale scopo la Confederazione investe sui Cantoni, innalzando dal 17 al 21,2 per cento la quota delle entrate dell’imposta federale diretta loro spettante. Ciò permetterà ai Cantoni di ridurre le aliquote dell’imposta sull’utile senza dover aumentare l’onere fiscale delle persone fisiche. Vi sarà un aumento d’imposta per l’azionariato e riguarderà in particolare gli azionisti che detengono almeno il 10 per cento del capitale di una società. In futuro i loro dividendi saranno soggetti a un’imposizione del 70 per cento a livello di Confederazione (attualmente è del 50 % per le partecipazioni detenute nella sostanza commerciale e del 60 % per quelle detenute nella sostanza privata). I Cantoni dovranno tassare questi dividendi almeno in ragione del 50 per cento. In compenso, questi azionisti – ossia le loro imprese – beneficeranno della riduzione delle imposte cantonali sull’utile.

Alla fine non saranno le PMI svizzere a farne le spese?

No, la riduzione delle imposte sull’utile prevista nei Cantoni compenserà il moderato aumento dell’imposizione dei dividendi. In futuro, tutte le imprese saranno tassate in linea di principio alle stesse condizioni. Tendenzialmente le piccole e medie imprese pagheranno meno imposte rispetto ad oggi.

Come saranno finanziate le misure fiscali del progetto?

Le misure fiscali del progetto genereranno maggiori entrate a livello di Confederazione, mentre l’aumento della quota cantonale sull’imposta federale diretta determinerà maggiori uscite. Gli effetti finanziari delle misure fiscali del progetto sono complessivamente quantificabili in un importo stimato di -585 milioni di franchi annui. Nell’ottica attuale, nei prossimi anni la Confederazione avrà un margine di manovra sufficiente per compensare gli effetti finanziari della riforma fiscale (soprattutto l’aumento della quota cantonale sulle entrate dell’imposta federale diretta). Il piano finanziario attuale per gli anni 2020–2022 contempla già queste uscite. La stima dell’AFC sugli effetti dinamici della riforma evidenzia che quest’ultima avrà, nel medio e lungo periodo, un impatto positivo sulle entrate fiscali.

Nel dettaglio come si compone il finanziamento supplementare dell’AVS?

(In mio. fr.)

Contributi salariali degli assicurati e dei datori di lavoro  

1200

Aumento del contributo della Confederazione all’AVS

300

Attribuzione dell’intero percento demografico dell’IVA (viene prelevato dal 1999) al Fondo di compensazione dell’AVS

530

 

 

Totale

2030

 

Che cosa accadrebbe senza RFFA?

Le stime dell’AFC sugli effetti dinamici mostrano che è preferibile attuare la riforma piuttosto che rinunciare. Se il progetto venisse respinto, la Svizzera perderebbe competitività e reputazione. Probabilmente le imprese internazionali trasferirebbero parzialmente o integralmente le loro attività all’estero, con una conseguente perdita di posti di lavoro e gettito fiscale. Inoltre, senza la RFFA il finanziamento aggiuntivo dell’AVS diverrebbe obsoleto e dovrebbe essere garantito con la prossima riforma della previdenza.

In che misura possono essere calcolati gli effetti finanziari correlati alle misure fiscali del progetto?

La stima degli effetti finanziari a lungo termine delle misure fiscali è per sua natura caratterizzata da grande incertezza. Si devono ad esempio formulare ipotesi sul comportamento delle imprese o sugli sviluppi all’estero. Perciò l’AFC ha elaborato diversi scenari. I risultati mostrano che, nella maggior parte di essi, il progetto produrrebbe entrate fiscali nettamente più elevate rispetto allo scenario di rinuncia al progetto.

Perché è necessario adeguare il sistema di perequazione finanziaria?

Con l’abolizione dello statuto speciale cantonale, i ricavi conseguiti in Svizzera e all’estero confluirebbero interamente nel calcolo del potenziale delle risorse. Senza adeguamenti si produrrebbero notevoli squilibri. Il potenziale delle risorse dei Cantoni con molte società a statuto speciale aumenterebbe fortemente, mentre la loro capacità economica rimarrebbe pressoché invariata. La perequazione finanziaria sarà quindi adeguata al nuovo quadro fiscale. In futuro gli utili delle persone giuridiche avranno quindi una ponderazione più bassa rispetto a quella delle altre entrate. In tal modo i Cantoni saranno molto più incentivati a favorire l’insediamento di società. Per attenuare l’impatto generato dagli adeguamenti della perequazione finanziaria, la Confederazione verserà ai Cantoni finanziariamente più deboli un importo annuo complessivo di 180 milioni di franchi per un periodo di sette anni.

Quali effetti avrà per i Cantoni l’aumento della quota sulle entrate dell’imposta federale diretta?

Si prevede di portare la quota cantonale sulle entrate dell’imposta federale diretta dal 17 al 21,2 per cento. Complessivamente i Cantoni riceveranno 990 milioni di franchi in più. Per i Cantoni risultano gli effetti finanziari illustrati di seguito.

Effetti della ripartizione previsti per i Cantoni nell’anno di introduzione della riforma (2020; in mio. fr.)

Effetti della ripartizione previsti per i Cantoni nell’anno di introduzione (2020; in mio. fr.) (PDF, 180 kB, 15.10.2018)

Qual è la tempistica dopo la votazione popolare?

Se il progetto sarà accettato, le prime misure della riforma fiscale potranno entrare in vigore immediatamente, ma la maggior parte di esse sarà applicata dal 1° gennaio 2020.

Quali misure potrebbero entrare in vigore già nel 2019?

La questione dell’aliquota speciale è prioritaria. I Cantoni devono poter applicare la pertinente disposizione già da quest’anno. Questo è rilevante soprattutto per i Cantoni con molte società a statuto speciale che intendono rinunciare al loro status fiscale già nel 2019. L’entrata in vigore del pertinente articolo della legge sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) è prevista il giorno successivo a quello in cui risulta che la RFFA è stata accettata in votazione popolare.

C’è il rischio concreto che le imprese multinazionali lascino la Svizzera a seguito della riforma fiscale?

I gruppi che operano a livello internazionale prendono costantemente decisioni sui luoghi in cui stabilire le loro molteplici attività. Nella scelta entrano in gioco diversi fattori, che non sempre riguardano l’aspetto fiscale. Ci saranno quindi sempre trasferimenti da o verso un Paese. La riforma fiscale garantisce certezza del diritto e della pianificazione e crea le condizioni necessarie affinché la Svizzera continui ad essere fiscalmente attrattiva per le imprese.

Quali pressioni arrivano dall’estero?

A livello internazionale la pressione è data soprattutto dal fatto che importanti piazze finanziarie concorrenti hanno ridotto le aliquote d’imposizione degli utili. La concorrenza fiscale internazionale si è inasprita e la competizione per apportare nuovo sostrato fiscale, imprese e posti di lavoro si è fatta più agguerrita. La Svizzera è inoltre tenuta ad abrogare le disposizioni non più compatibili con gli standard internazionali. Infatti, già diversi anni fa il nostro Paese ha assunto un impegno politico con l’UE e con l’OCSE per abolire i regimi fiscali accordati alle società con statuto fiscale speciale.

Perché, anche con la riforma fiscale, la Svizzera è sulla lista grigia dell’UE?

Il 5 dicembre 2017 il Consiglio dell’UE ha adottato le conclusioni in merito a una lista delle Giurisdizioni non cooperative a fini fiscali («lista nera», allegato I delle conclusioni). La Svizzera non figura in questa lista, ma, dato che non ha ancora attuato la riforma fiscale, è stata inserita nell’allegato II («lista grigia») con altri Paesi considerati cooperativi, purché rispettino l’impegno ad adeguare i loro regimi fiscali secondo gli standard internazionali.

Cosa succederebbe se la riforma fiscale fosse respinta?

Le norme speciali applicate alle società con statuto fiscale speciale rientrano tra le pratiche fiscali dannose di Paesi terzi, contro cui l’UE vuole intervenire. La Svizzera figura su una «lista grigia» dell’UE dal 5 dicembre 2017. Se le norme speciali non più accettate a livello internazionale non saranno abolite entro tempi brevi, il nostro Paese rischia di essere inserito nella «lista nera» con i Paesi considerati «non cooperativi». Ciò creerebbe un elevato grado di incertezza del diritto per l’economia svizzera e metterebbe a repentaglio posti di lavoro. Inoltre le imprese svizzere potrebbero vedersi applicare contromisure da parte dell’UE o di alcuni Stati membri.

Quali sarebbero le conseguenze se la Svizzera fosse inserita nella «lista nera»?

L’UE sta ancora valutando possibili contromisure, che dovrebbero essere perlopiù di natura fiscale e danneggiare gruppi imprenditoriali attivi sia in Svizzera che nell’UE. Occorre inoltre considerare che l’incertezza del diritto aumenterebbe per le imprese svizzere e questo metterebbe a repentaglio i posti di lavoro e il gettito fiscale.

Se la RFFA dovesse fallire, le norme applicate alle società con statuto speciale cantonale che non sono più accettate a livello internazionale dovrebbero comunque essere abolite. Cosa accadrebbe in seguito?

Le società con statuto speciale sono disciplinate nel diritto federale. Fintanto che il diritto federale non viene modificato, le sue norme sono ancora valide. Quindi le imprese che soddisfano le condizioni necessarie hanno diritto a essere tassate secondo queste norme.

Se il progetto dovesse fallire, si prevede che i Cantoni adottino autonomamente delle misure al fine di contrastare l’esodo del loro sostrato fiscale. Le conseguenze sarebbero un inasprimento della concorrenza fiscale tra Cantoni e squilibri nella perequazione finanziaria.

Sarà il ceto medio a pagare il prezzo di questa riforma?

No. La riforma fiscale assicura valore aggiunto, posti di lavoro ed entrate fiscali per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. In ultima analisi ne beneficerà tutta la popolazione. A pagare più imposte saranno le società con statuto speciale cantonale. L’imposizione più alta dei dividendi dovrà essere compensata dalla riduzione delle aliquote cantonali dell’imposta sull’utile. La maggiore quota del gettito dell’imposta federale diretta che la Confederazione mette a disposizione dei Cantoni fa sì che questi ultimi possano ridurre le loro imposte sull’utile senza dover aumentare le imposte sulle persone fisiche.

Quali diritti sono qualificati per il patent box?

Sono qualificati per il patent box svizzero i brevetti svizzeri ed esteri e i diritti analoghi. L’espressione «diritti analoghi» comprende i certificati protettivi complementari, i risultati delle ricerche protetti e i corrispondenti diritti esteri. Un software può essere brevettato in Svizzera a condizione che sia un elemento costitutivo di un’invenzione (le cosiddette «computer implemented innovation», ossia invenzioni implementate al computer). Si tratta di software al servizio di applicazioni tecniche che, ad esempio in qualità di componenti di un dispositivo, gestiscono processi industriali, ottimizzano la tecnica di trasmissione e memorizzazione dei dati, migliorano la sicurezza del sistema informatico oppure ne rendono più agevole l’utilizzo (interfaccia uomo-macchina). Anche questi brevetti sono qualificati per il patent box.

Quali strumenti sono interessati dalla limitazione dello sgravio fiscale?

Oltre all’aliquota ridotta prevista nel patent box, alle ulteriori deduzioni per le attività di ricerca e sviluppo e alla deduzione per l’autofinanziamento, la imitazione dello sgravio fiscale include gli ammortamenti risalenti a una precedente imposizione quale società con statuto speciale. La limitazione dello sgravio fiscale è fissata al 70 per cento, ma i Cantoni possono decidere di essere più restrittivi. Ciò significa che almeno il 30 per cento dell’utile delle imprese è sempre soggetto a imposizione.

Quali effetti avranno le modifiche del principio degli apporti di capitale?

In futuro, per ogni franco distribuito dalle riserve di apporti di capitale le imprese quotate in una borsa svizzera dovranno distribuire anche un franco di dividendi imponibili. Se riacquisteranno azioni proprie, queste imprese dovranno ridurre le riserve da apporti di capitale di un importo corrispondente almeno alla riduzione delle riserve da utili. Ne risulteranno maggiori entrate per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Il Parlamento ha stimato l’aumento delle entrate a 150 milioni di franchi.

Quali effetti avranno le deroghe alla limitazione del principio degli apporti di capitale?

La deroga a favore degli insediamenti si fonda su un obiettivo di politica economica: dal punto di vista statico comporta minori entrate, ma dal punto di vista dinamico aumenta l’attrattiva della piazza economica. Nella prassi, la deroga per le operazioni all’interno di un gruppo dovrebbe avere ripercussioni trascurabili.

Cos’è la trasposizione?

In linea di massima, nel diritto tributario svizzero gli utili di capitale privati sono esenti da imposta. Deroga a questo principio la cosiddetta trasposizione. Si parla di trasposizione quando un privato vende diritti di partecipazione a un’impresa della quale detiene una quota pari ad almeno il 50 per cento («vendita a sé stesso»). Un eventuale utile proveniente da questa vendita è soggetto all’imposta sul reddito. La legislazione in vigore prevede tuttavia una soglia minima entro la quale l’utile proveniente dalla vendita a sé stesso rimane esente da imposta. Nella prassi tale soglia si è rivelata essere una scappatoia fiscale. Per questo motivo il progetto ne prevede l’abrogazione, in modo che anche le «vendite a sé stessi» siano sempre assoggettate a imposta.

Com’è nata l’idea di legare il Progetto fiscale 17 al finanziamento supplementare dell’AVS?

Dopo il rifiuto della Riforma III dell’imposizione delle imprese, la necessità di una compensazione sociale che equilibrasse la nuova riforma era incontestata. Inizialmente il Consiglio federale aveva previsto di aumentare gli assegni familiari. Dato che questa misura avrebbe favorito solo una parte della popolazione, il Parlamento ha optato per un finanziamento supplementare dell’AVS. Si è trattato di un compromesso politico necessario per ottenere una maggioranza favorevole al progetto.

Legando la riforma fiscale al finanziamento dell’AVS non si viola il principio dell’unità della materia?

Per quanto riguarda la RFFA, l’unità della materia è garantita. Questo è quanto è emerso da una perizia dell’Ufficio federale di giustizia (UFG). Quando cercano soluzioni per raggiungere il consenso della maggioranza, il Consiglio federale e il Parlamento devono scendere a compromessi e poter integrare temi diversi in un unico progetto. Nel caso della RFFA la considerazione di fondo è stata che gli sgravi di cui dovrà beneficiare la piazza economica svizzera a seguito della riforma dovranno essere compensati sul piano politico con un finanziamento supplementare dell’AVS. L’indiscussa necessità di intervento e di riforma nell’ambito dell’imposizione delle imprese e dell’AVS raccoglie consensi in modo trasversale tra tutti i partiti, ragion per cui il Parlamento ha deciso di superare le impasse sulla riforma unendo ambiti politici diversi.

La riforma delle rendite sarà posticipata per il fatto che la riforma fiscale è stata legata al finanziamento dell’AVS?

Con il progetto «AVS 21» il Consiglio federale sta preparando un’ampia riforma di questa assicurazione sociale. Essa si prefigge di assicurare l’equilibrio finanziario dell’AVS e preservare il livello delle rendite di vecchiaia. Se il 19 maggio 2019 la RFFA sarà accettata, il Governo adeguerà di conseguenza la riforma AVS 21. Poiché la RFFA permetterebbe di coprire soltanto una parte del fabbisogno finanziario dell’AVS, la riforma AVS 21 è necessaria anche qualora la RFFA venisse accettata. Il Consiglio federale prevede di sottoporre al Parlamento il progetto «AVS 21» già nel 2019.

Perché l’AVS ha bisogno di mezzi finanziari supplementari?

La situazione finanziaria dell’AVS sta peggiorando sempre più. Dal 2014 questa assicurazione sociale registra un cosiddetto deficit di ripartizione. Altrimenti detto, dal 2014 non è più in grado di coprire le prestazioni con i contributi versati dagli assicurati e dagli enti pubblici, soprattutto a causa dell’evoluzione demografica. In primo luogo, all’incirca nei prossimi 20 anni la cosiddetta generazione dei baby boomer raggiungerà progressivamente l’età di pensionamento. Ciò incide sfavorevolmente sull’AVS. Il numero delle persone che vanno in pensione aumenta in maniera più rapida del numero di persone che versano i contributi previdenziali. Le uscite dell’AVS aumentano più velocemente delle entrate. In secondo luogo, l’aumento dell’aspettativa di vita delle persone in età di pensionamento prolungherà il periodo di versamento delle rendite AVS. Per i motivi citati, in assenza di contromisure entro il 2030 circa le risorse del Fondo di compensazione dell’AVS sarebbero esaurite.

https://www.efd.admin.ch/content/efd/it/home/dokumentation/legislazione/votazioni/staf/QASV17.html