Discorso di Capodanno del presidente della Confederazione Ueli Maurer

Care concittadine, cari concittadini,

per questo nuovo anno, Vi auguro solo il meglio: soddisfazioni, felicità e tanta salute. Spero che nel 2019 tutti i Vostri desideri si realizzino.

In una quotidianità caratterizzata da ritmi sempre più frenetici, abbiamo l’impressione che il mondo giri sempre più in fretta. In un’epoca così movimentata, corriamo spesso il rischio che ci venga a mancare la terra sotto i piedi. Il nuovo anno ci consente di prenderci una pausa, di soffermarci un attimo. Andiamo indietro col pensiero al periodo trascorso, prima di volgere lo sguardo al futuro. Prendetevi il tempo necessario, facciamolo non solo per noi, ma anche per la Svizzera. Chiediamoci da dove siamo partiti e quale sarà la nostra destinazione per l’anno che verrà.

Nel mio ufficio conservo una statuetta di legno che rappresenta una mucca. Per me simboleggia le nostre tradizioni e le nostre origini, le nostre radici e i nostri valori comuni. Valori che insieme teniamo vivi, che abbiamo costruito e per i quali ci siamo battuti. Sono la democrazia diretta, il federalismo, lo scetticismo nei confronti dei potenti, ma anche la modestia, l’efficienza e la puntualità. Se siamo arrivati fin qui, è grazie a questi valori, che dobbiamo rivendicare con orgoglio.

Il secondo simbolo di cui vorrei parlarvi è lo smartphone, emblema del rapidissimo cambiamento della società che tutti viviamo. Lo smartphone è sinonimo di progresso tecnologico, di un mondo del lavoro in evoluzione, di una quotidianità in trasformazione e delle enormi opportunità e possibilità che si aprono nella vita privata, sul lavoro o nella ricerca.

Lo smartphone incarna anche un altro aspetto del cambiamento. Se da un lato le nuove tecnologie facilitano la comunicazione, dall’altro ci isolano, limitando sempre più lo scambio interpersonale. Oserei dire che forse buona parte della nostra vita si svolge nel mondo virtuale, a discapito di quello reale. Questo rapido susseguirsi di mutamenti può far perdere i valori di riferimento ed essere anche fonte di molte incertezze. Per non smarrirsi, dopo ogni cambiamento radicale è allora necessario ritrovare la rotta.

Ecco perché occorre stabilire un collegamento tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la buona vecchia strada e la nuova. E anche, per riprendere la metafora iniziale, tra la mucca di legno e lo smartphone. Lo stesso vale per ognuno di noi e per tutti noi come Paese. Sapere da dove siamo partiti ci consente di meglio comprendere dove siamo e di decidere insieme dove siamo diretti. I valori di cui abbiamo fatto tesoro rappresentano le solide fondamenta di una Svizzera non solo moderna, ma anche capace e all’avanguardia in molti ambiti del progresso.
Per questo sono convinto che fino a quando porteremo alti i nostri valori, potremo guardare con fiducia al futuro. Auguro a tutti noi di avere tale fiducia: per il 2019, ma anche per gli anni a venire.

(Segnalazione: Il discorso è stato pronunciato senza manoscritto sia alla radio che alla televisione. Il presente testo è una traduzione della trascrizione del discorso pronunciato alla radio in lingua tedesca.)

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Ultima modifica 08.01.2019

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