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Rapporto sulle opzioni per la collaborazione con il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS)

Berna, 30.03.2011 - Il Consiglio federale è favorevole alla creazione di contatti informali tra la Svizzera e il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS). Per contro, una forma di partecipazione più intensa del nostro Paese alle attività del CERS non appare attualmente urgente.

In adempimento a un postulato presentato in seno al Consiglio degli Stati (09.4045), il Governo ha pubblicato in data odierna il suo rapporto «Opzioni per una collaborazione della Svizzera con il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS)». Il Governo si esprime a favore della creazione di contatti informali con il CERS, che verrebbero curati principalmente dalla Banca nazionale svizzera (BNS). In questo modo la Svizzera potrebbe fornire le sue valutazioni in merito alla stabilità finanziaria e avere a sua volta accesso alle valutazioni del CERS. Una forma di partecipazione puntuale andrà valutata dopo che saranno state elaborate le condizioni quadro relative alla collaborazione del CERS con Paesi terzi. Secondo il Consiglio federale una partecipazione più intensa alle attività del CERS non è attualmente né possibile né auspicabile. L'adesione al CERS vincolerebbe la BNS a obblighi di informazione potenzialmente molto estesi e all'obbligo di rendere conto agli organi dell'UE. La Svizzera continuerà per contro a impegnarsi a fondo nei lavori degli organismi internazionali a favore della stabilità finanziaria.

Il CERS è stato costituito nell'ambito della riforma del sistema di sorveglianza finanziaria dell‘UE. Dal gennaio del 2011 il CERS analizza i rischi che minacciano il sistema finanziario europeo ed emette raccomandazioni al fine di limitarli.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Mario Tuor,
capo della Comunicazione della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali
+41 31 322 46 16,
mario.tuor@sif.admin.ch

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