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I Nuovi accordi di credito (NAC) del FMI costituiscono la rete di sicurezza finanziaria del FMI nell'eventualità di crisi che minacciano il sistema monetario e finanziario internazionale. In questo modo i Paesi contraenti o le loro banche centrali mettono a disposizione del FMI divise per il finanziamento delle misure di sostegno del Fondo monetario nel caso in cui i mezzi finanziari ordinari di quest'ultimo non siano sufficienti.
La più recente crisi ha mostrato che i NAC esistenti non sono in grado di fungere da dispositivo stabilizzatore né da un punto di vista quantitativo né in termini di flessibilità. Nel mese di aprile del 2010 i partecipanti ai NAC, tra cui la Banca nazionale svizzera (BNS), hanno pertanto approvato un'ampia riforma dei NAC. I NAC devono essere aumentati dagli attuali circa 50 a complessivamente circa 540 miliardi di dollari statunitensi. Inoltre, nelle situazioni di crisi l'attivazione dei NAC deve essere agevolata. Nel contempo 13 nuovi Stati entrano nella cerchia dei partecipanti, tra cui tutti i grandi Paesi emergenti.
La BNS partecipa al FMI con crediti fino a circa 16,5 miliardi di dollari statunitensi. Tali crediti vengono remunerati al tasso di mercato e non sono garantiti dalla Confederazione. Il progetto sulla riforma dei NAC viene ora sottoposto per approvazione alle Camere federali.