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Valutazione del FMI: la Svizzera ha gestito bene la crisi

Berna, 23.03.2010 - Nel confronto internazionale la Svizzera ha gestito bene la crisi economica e finanziaria mondiale. La solidità delle finanze pubbliche ha offerto margine di manovra per l’adozione di misure di stabilizzazione. Il FMI valuta adeguate la politica monetaria perseguita dalla BNS e le misure adottate dalla FINMA. Bisogna ritirarsi gradualmente da una politica di espansione economica dovuta alla crisi, tenendo conto dei rimanenti rischi dell’economia generale.

Uno degli elementi centrali dell’attività di sorveglianza del Fondo monetario internazionale (FMI) è la valutazione periodica della situazione economica e finanziaria degli Stati membri. Dal 15 al 23 marzo 2010 una delegazione del FMI ha effettuato l’esame annuale della Svizzera.

Nonostante il sensibile calo fino alla seconda metà del 2009, la Svizzera ha superato relativamente bene la recessione globale. Per l’anno corrente gli economisti del FMI prevedono una crescita di circa l’1,5 per cento. Il FMI consiglia di abbandonare a breve termine la politica di espansione economica. A medio termine le previsioni di crescita sono avvolte da incertezze, legate soprattutto al settore finanziario e alla prevista evoluzione dell’immigrazione.

Politica monetaria adeguata

Il Fondo monetario considera adeguata la politica monetaria perseguita dalla Banca nazionale svizzera lo scorso anno. In particolare le misure adottate dal mese di marzo del 2009, ovvero l’acquisto di obbligazioni in franchi svizzeri, la proroga delle durate repo nonché gli interventi sul mercato dei cambi, hanno stabilizzato la politica monetaria in una difficile fase di rivalutazione. Secondo il FMI i tassi di riferimento non dovrebbero essere aumentati prematuramente. A seguito delle capacità poco sfruttate e della rivalutazione del franco la pressione dell'inflazione è consideratale bassa. Inoltre, attualmente il Fondo monetario non constata un allentamento da parte di istituti finanziari nella politica di concessione dei crediti.

Solide finanze pubbliche

Le solide finanze pubbliche hanno offerto un margine di manovra adeguato all’attuazione delle misure di stabilizzazione congiunturale. Secondo il FMI il consolidamento delle finanze della Confederazione non dovrebbe andare oltre le direttive del freno all’indebitamento. Al riguardo sarà necessario riconoscere tempestivamente possibili modifiche strutturali sul fronte delle entrate, in particolare nell’ambito dell’imposta preventiva. Il FMI ricorda allo stesso tempo le importanti sfide che si dovranno affrontare a causa dell’evoluzione demografica per garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.

Sostegno dei requisiti in materia di fondi propri e liquidità

Il FMI sostiene i requisiti in materia di capitale proprio più restrittivi introdotti già nel mese di novembre del 2008 per le due grandi banche svizzere come pure l'estensione della cooperazione transfrontaliera nella vigilanza sui mercati finanziari e la sua impostazione maggiormente accentuata su corporate governance e gestione dei rischi. Il FMI ritiene che, a causa della dimensione della piazza finanziaria, i requisiti in materia di copertura di capitale e liquidità dovrebbero ancora andare oltre gli standard internazionali. Nel contempo il Fondo monetario sostiene l’ulteriore chiarimento della ripartizione dei ruoli tra BNS e FINMA. Secondo il FMI, le misure per ridurre i rischi economici di grandi istituti finanziari andranno a beneficio dell’economia generale e rafforzeranno la reputazione del settore finanziario.

Alla luce dei risultati della consultazione sull'avamprogetto della legge federale sulla garanzia dei depositi bancari il FMI raccomanda di mantenere oltre la fine dell'anno corrente le misure immediate decise dal Consiglio federale nel novembre 2008 per migliorare la protezione dei depositanti mediante la trasposizione nel diritto ordinario.

La verifica annuale della politica economica svizzera è un obbligo che deriva dalla qualità di membro della Svizzera del FMI. La delegazione del FMI si incontra con l’Amministrazione federale, la FINMA, la BNS nonché con membri delle Camere federali e rappresentanti dell'economia privata.

Indirizzo cui rivolgere domande:

Paul Inderbinen, capo della sezione Istituti finanziari internazionali, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI, tel. 031 322 61 66

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