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Il presidente della Confederazione Merz ha sottolineato i rapporti amichevoli e le buone relazioni economiche tra i due Paesi e ha espresso l'augurio di potenziarli ulteriormente. Secondo Merz, la Svizzera è un partner attrattivo e affidabile per la Germania. Ciò vale anche per la piazza finanziaria nazionale che, a seguito della sua professionalità, del franco svizzero e delle condizioni quadro stabili - e non per le questioni fiscali - risulta interessante per gli stranieri. Il presidente Merz ha respinto fermamente l'accusa, secondo cui la Svizzera sarebbe un paradiso fiscale.
Nei confronti del ministro delle finanze Steinbrück egli ha ribadito la volontà della Svizzera di attuare rapidamente la decisione del 13 marzo 2009 del Consiglio federale di revocare la riserva all'articolo 26 del modello di convenzione dell'OCSE e di fornire in futuro, su richiesta, l'assistenza amministrativa anche in caso di sottrazione d'imposta nonché di eliminare le discriminazioni esistenti. Al riguardo Merz si attende delle controprestazioni, facendo riferimento sia al promemoria dell'autorità di vigilanza tedesca sui mercati finanziari (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht BaFin), che intende impedire a fornitori di prestazioni svizzeri l'accesso al mercato in Germania, sia alla questione dell'imposizione del personale di volo svizzero impiegato in Germania. La Svizzera e la Germania hanno poi convenuto di avviare i lavori di revisione della Convenzione di doppia imposizione. A seguito delle molteplici relazioni economiche tra i due Stati la negoziazione della nuova Convenzione potrebbe richiedere un certo tempo.
Nel quadro dei colloqui il presidente della Confederazione Merz ha ribadito nuovamente la posizione del Consiglio federale di negoziare con ogni singolo Stato l'estensione dell'assistenza amministrativa nelle questioni fiscali internazionali. Questo modo di procedere permetterebbe di raggiungere meglio l'obiettivo rispetto all'attuazione multilaterale della decisione, ad esempio, nel quadro dell'Accordo tra la Svizzera e l'UE sulla lotta contro la frode.
Un altro tema affrontato durante l'incontro è stato l'Accordo sulla fiscalità del risparmio tra la Svizzera e l'UE, al cui riguardo il presidente della Confederazione ha ribadito l'intenzione del Governo di conservare il modello di coesistenza, ossia di effettuare la ritenuta d'imposta. Il Consiglio federale respinge nuovamente lo scambio automatico di informazioni. Secondo Merz, la Svizzera sarebbe tuttavia disposta a discutere con l'UE un miglioramento dell'Accordo sulla fiscalità del risparmio.
Il presidente della Confederazione ha colto l'occasione per distanziarsi dai toni assunti da alcuni esponenti politici sia sul fronte tedesco che su quello svizzero. Egli si attende che anche la parte tedesca conduca dibattiti con toni diversi e in futuro spera di contare su una reale collaborazione.