Con la riforma II dell'imposizione delle imprese il Consiglio
federale intende rafforzare la piazza Svizzera attraverso uno
sgravio fiscale mirato del capitale di rischio. Questa riforma
dovrebbe andare a vantaggio innanzitutto degli investitori che
operano a livello imprenditoriale. Sono stati posti in
consultazione tre modelli, che si differenziavano per i
provvedimenti fiscali a livello di titolare della partecipazione.
Oltre allo sgravio sui dividendi distribuiti, i modelli 1 e 2
prevedevano una procedura di imposizione parziale in caso di
alienazione di partecipazioni cosiddette qualificate, mentre il
modello 3 si limitava unicamente allo sgravio dell'imposizione
delle distribuzioni di utili.
Dalle 71 risposte dei partecipanti alla procedura di consultazione
emerge che la pianificata ampia revisione del diritto fiscale
societario non sarà un'impresa facile. In linea di principio, la
maggioranza dei partecipanti è a favore di una riforma. Tuttavia,
l'analisi delle risposte non ha prodotto un risultato netto a
favore di uno dei tre modelli posti in discussione. Il DFF ha
quindi cercato in stretta collaborazione con i Cantoni una via
d'uscita percorribile e sottoposto al Consiglio federale tre
opzioni d'intervento: sgravi a livello di imprenditore, sgravi a
livello di impresa, interruzione della riforma.
Il Consiglio federale ha decisamente escluso quest'ultima opzione.
Dato che nell'ambito della doppia imposizione economica e dei
provvedimenti di sgravio a favore delle piccole e medie imprese
sussiste la necessità di intervenire politicamente con la massima
urgenza, il Consiglio federale ha optato per un indirizzo che pone
al centro della riforma questi due obiettivi superiori. Gli sgravi
dovrebbero tornare a vantaggio in parte degli imprenditori e in
parte delle imprese.
Valori di riferimento per l'attuazione della riforma II
dell'imposizione delle imprese
Rispetto al diritto vigente la riforma prevede le seguenti
modifiche:
- imposizione parziale per i dividendi da partecipazioni
nell'ambito del patrimonio privato. La Confederazione dovrebbe
applicare un'imposizione dell'80 per cento e i Cantoni
conformemente al proprio diritto. Il regime di esenzione fiscale
per gli utili da alienazione dovrebbe essere mantenuto;
- imposizione parziale per i dividendi e gli utili da alienazione
nell'ambito del patrimonio commerciale. La Confederazione dovrebbe
applicare un'imposizione del 60 per cento e i Cantoni conformemente
al proprio diritto.
Il Consiglio federale intende riprendere nel messaggio anche gli
sgravi, peraltro rimasti incontestati nella procedura di
consultazione, per le società di capitali e le imprese di persone.
Per motivi di certezza del diritto, il diritto federale dovrebbe
disciplinare con norme chiare anche due fattispecie fiscali
particolari e di centrale importanza, ossia la liquidazione
parziale indiretta e il commercio professionale di valori
mobiliari.
Calendario e ripercussioni finanziarie
Il Consiglio federale ha incaricato il DFF di dare immediato
avvio all'elaborazione del messaggio tenendo conto dei valori di
riferimento summenzionati. Il messaggio dovrebbe essere approvato
presumibilmente nel mese di giugno del corrente anno all'attenzione
del Parlamento. La riforma non è prevista nei piani finanziari
della Confederazione, visto che i suoi effetti si esplicheranno al
di fuori del periodo contemplato dal piano finanziario. L'indirizzo
deciso dal Consiglio federale comporta a breve termine per la
Confederazione minori entrate per circa 40 milioni di franchi. Le
ripercussioni finanziarie sui Cantoni dipendono fortemente dal modo
in cui quest'ultimi sfrutteranno i margini di manovra a loro
disposizione. La crescita economica generata dallo sgravio fiscale
si tradurrà però in ulteriori entrate fiscali, cosicché una parte
della riforma potrà autofinanziarsi a lungo termine.
Indirizzo cui rivolgere domande:
Pierre Nikolik, Amm. fed. delle contribuzioni, tel.0313227414
Angelo Digeronimo, Amm. fed. delle contribuzioni, tel. 0313227158
Arthur Gross, Amm. fed. delle contribuzioni, tel. 031 3238976
Niklaus Sommerer, Amm. fed. delle contribuzioni, tel. 031 322 73 69
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- Dipartimento federale delle finanze
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