Dipartimento federale delle finanze DFF

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Iniziativa per imposte eque

In breve

Il 6 maggio 2008 è stata depositata l'iniziativa popolare «Per imposte eque. Basta con gli abusi nella concorrenza fiscale (Iniziativa per imposte eque)». L'iniziativa chiede che la Costituzione federale sia completata con esigenze minime relative alle aliquote fiscali applicabili alle persone fisiche. Essa esige inoltre il divieto di imposte decrescenti[1]. Il Consiglio federale respinge l'iniziativa senza controprogetto. Secondo l'Esecutivo l'iniziativa mette in discussione la sovranità dei Cantoni in materia di imposizione e quindi la concorrenza fiscale. In tal modo, essa reca danni a tutta la Svizzera e compromette la sua attrattiva. Con la limitazione della concorrenzialità, inoltre, i Cantoni sarebbero meno incentivati a offrire un rapporto prezzo-prestazioni ottimale. Ne potrebbero conseguire aumenti di imposte per tutti. Secondo il parere del Consiglio federale esistono già strumenti per contenere la concorrenza fiscale entro limiti adeguati, come la nuova impostazione della perequazione finanziaria. Inoltre, in virtù della sentenza del Tribunale federale le imposte decrescenti sono già oggi vietate in Svizzera.

Contenuto dell'iniziativa

L'iniziativa chiede di ancorare i seguenti principi.

  • Per le persone sole, l'aliquota fiscale marginale[2] delle imposte cantonali e comunali sul reddito imponibile a partire da 250 000 franchi deve ammontare in tutti i Cantoni almeno al 22 per cento. Per le coppie tassate congiuntamente e le persone con figli, il legislatore può fissare un reddito imponibile più elevato a partire dal quale sono applicabili le aliquote fiscali minime. 
  • Per le persone sole, l'aliquota fiscale marginale delle imposte cantonali e comunali sulla sostanza applicabile alla quota di sostanza imponibile che eccede 2 milioni di franchi ammonta in tutti i Cantoni almeno al 5 per mille. Anche in questo caso, per le coppie tassate congiuntamente e le persone con figli è possibile fissare una sostanza imponibile più elevata a partire dalla quale sono applicabili le aliquote fiscali minime.
  • L'aliquota fiscale media applicabile a ogni imposta diretta prelevata dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni non decresce né con l'aumento del reddito imponibile né con l'aumento della sostanza imponibile. Su questo punto l'iniziativa è già superata poiché, con la sentenza del giugno 2007 relativa al Cantone di Obvaldo, il Tribunale federale aveva vietato l'applicazione di aliquote fiscali decrescenti.

Cerchia dei contribuenti e dei Cantoni direttamente interessati

Contribuenti interessati

Secondo la statistica dell'imposta federale diretta allestita dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), nel periodo fiscale 2007, 31 581 contribuenti (0,69 % di tutti i contribuenti) disponevano di un reddito imponibile che eccedeva il limite di reddito previsto dall'iniziativa. Questa modesta percentuale di tutti i contribuenti paga il 35 per cento dell'imposta federale diretta. Nell'ambito dell'imposta sulla sostanza, 86 127 contribuenti (1,82 % di tutti i contribuenti) superavano il limite di sostanza postulato dall'iniziativa. Questi disponevano di oltre il 48 per cento dell'intera sostanza netta.

Cantoni interessati

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 reddito > 250 000 franchi
16 Cantoni sarebbero completamente o in parte interessati dall'iniziativa: ZH, LU, UR, SZ, OW, NW, GL, ZG, AI, AR, SO, SH, SG, GR, AG e TG.
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 sostanza > 2 mio. di franchi

Il Consiglio federale respinge l'iniziativa

Il Consiglio federale sostiene l'autonomia fiscale dei Cantoni e dei Comuni e la concorrenza fiscale che ne deriva. Esso respinge l'«Iniziativa per imposte eque» in particolare per i seguenti motivi.

  • Limitazione dell'autonomia fiscale dei Cantoni e dei Comuni. L'iniziativa limita la sovranità cantonale nelle questioni fiscali nonché l'autonomia finanziaria dei Cantoni. Essa mette pertanto in forse uno dei pilastri dell'affermato modello federalistico svizzero.
  • L'iniziativa tocca tutti i Cantoni e non solo quelli la cui imposizione del reddito e/o della sostanza è al di sotto delle nuove esigenze minime. L'attuazione dell'iniziativa richiede un'ampia armonizzazione delle deduzioni consentite che riduce il margine di manovra di tutti i Cantoni. La determinazione autonoma delle deduzioni (ad es. deduzioni per figli) non sarebbe infatti più possibile. La limitazione dell'attrattiva nazionale e internazionale degli attuali Cantoni a bassa fiscalità colpirebbe negativamente tutti i Cantoni, in quanto bisognerà attendersi meno arrivi e più partenze. La concorrenza di piazza tra i Cantoni si sposterebbe su altri settori, ad esempio sull'offerta di beni pubblici oppure sui trasferimenti, mettendo sotto pressione tutti i Cantoni, con ripercussioni negative sull'efficienza e sulla trasparenza.
  • L'iniziativa concerne tutti i contribuenti. Sebbene in complesso pochi contribuenti superino i limiti di reddito prescritti, a seconda dell'attuazione legislativa dell'iniziativa, anche i contribuenti con redditi bassi e medi possono subire un aumento del loro onere fiscale. La limitazione della concorrenza fiscale e le ripercussioni del calo di attrattiva internazionale della Svizzera determinano una perdita di concorrenza e di efficienza che diviene percettibile a tutti i contribuenti.
  • La limitazione della concorrenza fiscale ha ripercussioni economiche negative. La limitazione della concorrenza fiscale comporta una minore considerazione delle preferenze regionali e una perdita di prossimità ai cittadini. La minore concorrenza ed efficienza nell'operato dello Stato si accompagna a un minor numero di limiti posto all'aumento delle imposte e a un'estensione dell'attività dello Stato. L'iniziativa restringe inoltre le possibilità delle regioni periferiche di posizionarsi in modo favorevole nella concorrenza fiscale internazionale.      
  • L'iniziativa è inutile. È solo con limiti adeguati che la concorrenza fiscale può esplicare i suoi effetti positivi sul benessere. Questi limiti esistono già. Con la nuova Impostazione della perequazione finanziaria e la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), ampiamente accolta da Popolo e Cantoni nel novembre del 2004, si dispone di uno strumento che attenua le ripercussioni negative della concorrenza fiscale. Oltre alla NPC, la forte progressione dell'imposta federale diretta, l'armonizzazione fiscale formale, i principi di imposizione sanciti dalla Costituzione federale (principio della generalità, dell'uniformità e dell'imposizione secondo la capacità economica) nonché la giurisprudenza del Tribunale federale (ad es. per quanto riguarda l'imposizione decrescente nel Cantone di Obvaldo) costituiscono le linee direttrici di una concorrenza fiscale regolata in Svizzera. Una più ampia limitazione come quella auspicata nell'iniziativa è pertanto inutile.

Oltre al Consiglio federale anche il Parlamento respinge l'«Iniziativa per imposte eque». Il Consiglio nazionale ha respinto l'iniziativa con 128 voti contro 64 e 2 astensioni, il Consiglio degli Stati con 29 voti contro 11 e 1 astensione.


[1] Imposte che diminuiscono con l'aumento del reddito
[2] Aliquota fiscale marginale: l'aliquota fiscale marginale è l'aliquota d'imposta che grava 1 franco supplementare di reddito o di sostanza.

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