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La crisi finanziaria mondiale ha portato grandi cambiamenti che toccano direttamente la piazza finanziaria svizzera e tutta l'economia nazionale. Su questo sfondo il Consiglio federale ha riesaminato il posizionamento strategico della piazza finanziaria e posto le basi della futura politica in materia di mercati finanziari. Il rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari" elaborato dal Dipartimento federale delle finanze, anche in adempimento di un postulato del consigliere agli Stati Konrad Graber, poggia su ampi consensi e mostra in che modo sia possibile preservare i punti di forza della piazza finanziaria ed eliminare le lacune. La politica del Consiglio federale in fatto di mercati finanziari serve gli interessi dell'intera economia: nel 2008 questo settore ha generato circa un decimo del valore aggiunto totale creato in Svizzera e ha contribuito a quasi il 6 per cento dell'intera occupazione. Per la Svizzera si tratta quindi uno dei rami economici più significativi.
La concorrenza tra Stati coinvolge sempre più anche le piazze finanziarie. Operare nel campo della gestione patrimoniale transfrontaliera è viepiù difficile e altre, in parte nuove, piazze finanziarie guadagnano terreno a scapito della Svizzera. Il nostro Paese è intenzionato a mantenere e potenziare la propria posizione in un contesto internazionale tormentato tra la definizione di standard internazionali e la protezione di vantaggi concorrenziali. Lo Stato può influire sulle condizioni quadro principalmente nella vigilanza e regolamentazione dei mercati come pure nell'impostazione della fiscalità. Il rapporto propone una serie di misure volte a migliorare le condizioni quadro del settore finanziario. In futuro la Svizzera parteciperà ancor più attivamente anche all'interno degli organismi internazionali che decidono gli standard di regolamentazione e vigilanza ed eserciterà maggiormente la propria influenza. Essa si impegna a favore di un monitoraggio adeguato e affinché in tutto il mondo sia garantita la parità di trattamento sul piano della regolamentazione e della vigilanza.
Il Consiglio federale si oppone alle tendenze protezionistiche di numerosi Stati. La piazza finanziaria svizzera continuerà a garantire agli operatori delle piazze finanziarie estere l'accesso al mercato elvetico. In futuro però anche gli offerenti svizzeri dovranno avere la possibilità di esportare liberamente i loro servizi e i loro prodotti. Il Consiglio federale rafforza pertanto il suo impegno a favore dell'accesso al mercato.
Per un'economia la resistenza del settore finanziario di fronte alle crisi è fondamentale. Solo un mercato finanziario stabile può svolgere i propri compiti in modo affidabile nell'approvvigionamento dei crediti o nella garanzia del funzionamento del traffico dei pagamenti. La piazza finanziaria svizzera si distingue sul piano internazionale per un'elevata concentrazione di mercati. La dominanza di grandi società finanziarie comporta rischi per tutta l'economia. La vulnerabilità delle imprese di rilevanza sistemica deve pertanto essere ridotta. Anche in questo caso la piazza finanziaria svizzera si muove in un campo di tensioni, poiché maggiore è la propensione al rischio delle grandi società finanziarie, più esse contribuiscono a rendere la piazza finanziaria importante sul piano internazionale. Un gruppo di esperti si sta occupando in modo approfondito di questa sfida.
Fra i maggiori rischi di una piazza finanziaria rientrano quelli legati alla reputazione. Una piazza finanziaria è attrattiva e accettata a livello internazionale per la sua stabilità, prevedibilità, integrità e per il suo contesto politico.
Nel settore fiscale il Consiglio federale è intenzionato a coniugare gli interessi degli Stati che vogliono applicare la loro legislazione con gli interessi a lungo termine della Svizzera. L'obiettivo dichiarato del Governo in questo senso è quello di garantire la protezione della sfera privata della clientela. Esso continua a opporsi allo scambio automatico di informazioni, ma è favorevole all'estensione della collaborazione transfrontaliera nel quadro dei negoziati bilaterali, a condizione di avere un migliore accesso al mercato e una regolarizzazione dei conti esistenti nei confronti del fisco del Paese in questione senza obbligo di rimpatrio. In cambio il Consiglio federale è disposto a prendere in considerazione l'introduzione di un'imposta liberatoria e a concludere un accordo sulle prestazioni con l'UE e altre misure volte a incoraggiare l'onestà fiscale dei clienti bancari (ad es. introduzione di un'autodichiarazione).
Il rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari" è stato elaborato dal DFF in collaborazione con la FINMA e la BNS, coadiuvati da un gruppo di lavoro nel quale erano rappresentate le principali associazioni del settore finanziario (Associazione svizzera dei banchieri, Associazione svizzera d'Assicurazioni, Swiss Funds Association e SIX Group). Inoltre, al fine di ampliare la strategia, sono stati consultati anche diversi rappresentanti dei settori interessati.
Per attuare la sua strategia sulla piazza finanziaria il Consiglio federale ha creato un gruppo di lavoro interdipartimentale sotto la guida del DFF. Il dialogo con il settore finanziario prosegue. Inoltre, sarà istituita una segreteria di Stato competente per le questioni finanziarie internazionali, che si concentrerà sul trattamento degli affari del DFF in ambito di politica fiscale e dei mercati finanziari internazionali e che rafforzerà ulteriormente anche gli sforzi bilaterali e multilaterali. L'istituzione della segreteria di Stato dovrà avvenire in tempi brevi.